Mark Zuckerberg è nuovamente oggetto di critiche in Cina, questa volta da un influente account di social media collegato al Beijing Daily. L'editoriale prende di mira le passate critiche di Zuckerberg alla censura cinese e al furto di proprietà intellettuale, evidenziando i suoi recenti colloqui con Tencent sulla vendita del visore Quest VR in Cina. Questa mossa arriva nonostante Facebook e le sue piattaforme associate siano bloccate nel paese.
L'editoriale, che ha raccolto oltre 100.000 visualizzazioni su WeChat, accusa Zuckerberg di "aver lasciato cadere un sasso sul proprio piede" e mette in dubbio il suo desiderio di godersi un "pasto cinese" dopo aver criticato le politiche del Paese. Il rapporto di Zuckerberg con la Cina è stato tumultuoso, con i suoi tentativi iniziali di corteggiare i funzionari cinesi inaspriti dall'imprigionamento di Lu Wei, l'ex zar di Internet.
Negli ultimi tempi, Zuckerberg è stato apertamente critico nei confronti della Cina, accusando TikTok, di proprietà di ByteDance, di violazioni della privacy e manipolazione dei contenuti. Ha anche accusato pubblicamente la Cina di furto di tecnologia. Mentre i funzionari statunitensi esaminano le implicazioni per la sicurezza nazionale di TikTok, Zuckerberg potrebbe cercare una soluzione al suo problema con la Cina. Tuttavia, l'editoriale suggerisce che lo stesso Zuckerberg potrebbe essere il più grande ostacolo nel trovare la risoluzione desiderata.
Né Meta né Tencent hanno fornito commenti in merito. Quest'ultimo contraccolpo serve a ricordare le sfide che Zuckerberg deve affrontare quando tenta di navigare nel mercato cinese complesso e fortemente regolamentato.


