Una coalizione di opposizione in Senegal, con il sostegno dell'influente figura Ousmane Sonko, ha svelato la sua piattaforma per la campagna presidenziale, delineando promesse coraggiose che potrebbero rimodellare il panorama economico e politico del paese. Guidata dal candidato Bassirou Diomaye Faye, la piattaforma della coalizione propone una visione incentrata sulla creazione di una nuova valuta nazionale e sulla rinegoziazione dei principali contratti minerari ed energetici.
Nonostante l'assenza di sondaggi d'opinione pubblica, Faye è considerata una formidabile contendente tra i 19 candidati presidenziali in competizione per le prossime elezioni del 24 marzo. L’agenda della coalizione, se attuata, potrebbe avere implicazioni di vasta portata non solo per il Senegal ma anche per l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale e per le ambizioni del paese di emergere come produttore di petrolio entro la fine dell’anno.
Nel tentativo di rafforzare la sovranità nazionale, Faye ha sottolineato l'importanza del controllo di vari settori come l'economia, l'agricoltura e l'energia. L'ampia piattaforma di 84 pagine della coalizione affronta questioni di disuguaglianza, disoccupazione e riforma della governance, comprese proposte per stabilire una posizione di vicepresidente ed eliminare il ruolo del primo ministro.
Di particolare preoccupazione per i partner regionali e gli investitori sono i piani della coalizione di rivedere i sistemi fiscali, introdurre una nuova valuta nazionale e rinegoziare i contratti relativi all'estrazione mineraria, agli idrocarburi e ai progetti infrastrutturali. Sebbene i dettagli specifici sulla ristrutturazione dei contratti rimangano poco chiari, la piattaforma sottolinea l’intenzione di massimizzare i ricavi derivanti dalla produzione petrolifera e di sfruttare l’industria mineraria per lo sviluppo socioeconomico.
L'imminente ingresso del Senegal nel mercato petrolifero, con l'avvio della produzione del progetto Sangomar previsto per la metà del 2024, aggiunge complessità alle riforme proposte dalla coalizione. Gestito da Woodside Energy, il progetto dovrebbe produrre 100.000 barili al giorno, presentando sia opportunità che sfide per il futuro economico del Senegal.
Grazie al chiaro sostegno di Sonko nei confronti di Faye e alla sua diffusa popolarità, soprattutto tra i giovani disamorati, la piattaforma della coalizione segnala un potenziale cambiamento nel panorama politico del paese. Con l’avvicinarsi delle elezioni, la posta in gioco è alta, con il Senegal che si trova a un bivio tra continuità e una nuova era di trasformazione economica e di governance.


