L'Alta Corte di Islamabad ha concesso la libertà su cauzione all'ex primo ministro Imran Khan in un caso in cui era accusato di aver nascosto entrate durante il suo periodo al potere. Tuttavia, nonostante questa sentenza, Khan non verrà rilasciato immediatamente dal carcere poiché deve affrontare numerose altre accuse e rimane agli arresti.
La decisione della corte di concedere la cauzione fornisce un barlume di speranza a Khan, che è in detenzione da oltre un anno ed è intrappolato in una rete di battaglie legali che vanno dalle accuse di corruzione all'incitamento alla violenza. L'avvocato di Khan, Salman Safdar, ha confermato che il leader dell'opposizione sarà rilasciato "presto" in relazione al caso specifico della vendita di doni statali e della presunta mancata divulgazione dei proventi.
In risposta alla sentenza, il ministro dell'Informazione Attaullah Tarar ha chiarito che il rilascio di Khan non avverrà immediatamente, citando i numerosi altri casi per cui Khan è ancora detenuto. Questo sviluppo arriva in un momento cruciale poiché Khan ha indetto una protesta a livello nazionale per il 24 novembre, esortando i suoi sostenitori a marciare verso Islamabad per manifestare contro il governo in carica guidato dal primo ministro Shehbaz Sharif.
I leader del partito Pakistan Tehreek-e-Insaf di Khan hanno annunciato piani per una protesta e un potenziale sit-in nella capitale fino a quando le loro richieste, incluso il rilascio di Khan, non saranno soddisfatte. Si prevede che l'imminente manifestazione sarà una delle più grandi proteste orchestrate da Khan, dopo le controverse elezioni di inizio anno che hanno visto Sharif salire al potere. In mezzo a queste tensioni, il panorama politico in Pakistan rimane instabile mentre l’opposizione continua a mettere in discussione la legittimità e le politiche del governo.
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