La Cina ha recentemente presentato un piano per approfondire l'integrazione con la provincia costiera del Fujian, a Taiwan, nel contesto delle tensioni militari in corso nella regione. La direttiva, emanata congiuntamente dal Comitato centrale del Partito comunista cinese e dal Consiglio di Stato, mira a fare del Fujian una “zona dimostrativa” per lo sviluppo integrato con Taiwan e la “prima casa” per i residenti e le imprese taiwanesi in Cina.
Questo annuncio arriva in un momento delicato mentre Taiwan si prepara alle elezioni presidenziali di gennaio e la Cina intensifica la pressione militare sull'isola autonoma. Infatti, poco prima della pubblicazione del piano di integrazione, le autorità taiwanesi avvistarono una portaerei cinese e circa due dozzine di navi da guerra vicino a Taiwan.
La Cina utilizza da tempo una combinazione di minacce e incentivi economici nei confronti di Taiwan. Pur mettendo in guardia contro una potenziale invasione militare, Pechino offre anche scambi commerciali e culturali a coloro che sono più inclini alle sue opinioni. Tuttavia, date le relazioni tese tra le due parti negli ultimi anni, rimane incerto quanto sarà ricettiva Taiwan a questa proposta globale.
In risposta al piano di integrazione, Wang Ting-yu, un parlamentare taiwanese del Partito Democratico Progressista al potere, lo ha definito "ridicolo" e ha affermato che la Cina dovrebbe concentrarsi sulla gestione dei suoi debiti inesigibili piuttosto che condurre un fronte unito
La direttiva delinea varie misure per rafforzare la cooperazione tra le due sponde dello Stretto, compreso il miglioramento del contesto imprenditoriale per le imprese taiwanesi nel Fujian, la promozione della cooperazione industriale e dei capitali e l'incoraggiamento delle società taiwanesi a quotarsi nelle borse cinesi. In uno sviluppo significativo, le società taiwanesi potranno investire e fondare società di produzione radiofonica e televisiva nel Fujian nell'ambito di un programma pilota.
Inoltre, il piano mira ad attrarre lavoratori e famiglie taiwanesi a stabilirsi nel Fujian migliorando i programmi di assistenza sociale, facilitando gli acquisti di proprietà e garantendo la parità di trattamento per gli studenti taiwanesi che si iscrivono alle scuole pubbliche. Gli esperti cinesi citati dai media statali hanno salutato il documento come un “progetto” per il futuro sviluppo di Taiwan.
Il Fujian, con la sua vicinanza geografica e culturale a Taiwan, ha una lunga storia di legami condivisi. Molti taiwanesi discendono da immigrati del Fujian che migrarono nel corso dei secoli, modellando il dialetto, i costumi e la religione che costituiscono una parte cruciale della cultura tradizionale di Taiwan.
Il Partito Comunista Cinese ha costantemente enfatizzato le connessioni geografiche, storiche e culturali tra Fujian e Taiwan come giustificazione per una più stretta integrazione economica e sociale e, in ultima analisi, per la riunificazione con Taiwan. Gli sforzi di integrazione si concentrano in particolare sulle isole periferiche di Taiwan, Kinmen e Matsu, che storicamente hanno mantenuto legami più forti con la Cina continentale grazie alla loro vicinanza al Fujian.
Secondo la direttiva, Pechino intende accelerare l'integrazione tra le città di Xiamen nel Fujian e Kinmen, esplorando la cooperazione su progetti infrastrutturali e colmando il divario tra le due città. Misure simili vengono proposte anche per le città di Fuzhou e Matsu.
Sebbene alcuni residenti di Kinmen possano trovare allettanti i piani per una maggiore connettività, è importante notare che le tensioni tra Cina e Taiwan persistono da decenni. Ad esempio, in passato Kinmen ha dovuto affrontare numerosi assalti anfibi e bombardamenti da parte dell’esercito cinese, rendendo qualsiasi proposta per una più stretta integrazione una questione delicata e complessa.
Mentre il piano di integrazione della Cina viene rivelato e le sue navi da guerra continuano a pattugliare le acque vicino a Taiwan, la capacità delle due parti di conciliare le loro differenze e stabilire una cooperazione significativa rimane incerta.


