In Iran si terranno le elezioni presidenziali il 28 giugno, dopo la prematura morte di Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero. Il vicepresidente Mohammad Mokhber subentrerà come presidente ad interim in conformità con la costituzione del paese. Raisi, insieme ad altre otto persone, ha perso tragicamente la vita in un incidente in elicottero nel nord-ovest dell'Iran, presumibilmente a causa delle condizioni meteorologiche avverse e della fitta nebbia.
I candidati avranno l'opportunità di registrarsi a partire dal 30 maggio, con il Consiglio dei Guardiani composto da 12 membri responsabile del controllo degli individui. Il Consiglio dei Guardiani, composto da chierici e giuristi, svolge un ruolo cruciale nell’amministrazione delle elezioni e nel garantire che i candidati soddisfino i criteri necessari.
Anche se rimane incerto se Mokhber si candiderà lui stesso alla presidenza, molti anticipano che l'establishment clericale iraniano e il leader supremo, l'Ayatollah Ali Khamenei, cercheranno un successore simile a Raisi. Raisi, un religioso ultraconservatore noto per la sua profonda sfiducia negli Stati Uniti e in Israele, era una figura polarizzante in Iran. Il processo di controllo storicamente rigoroso del Consiglio dei Guardiani ha spesso posto sfide ai candidati riformisti che cercavano di partecipare alle elezioni.
L'eredità di Raisi è segnata da polemiche, con i critici che lo collegano agli arresti di massa e alle esecuzioni che hanno seguito le proteste diffuse nel 2022. Le proteste sono scoppiate in seguito alla tragica morte di Mahsa Amini, una giovane donna detenuta per aver presumibilmente violato il rigido codice di abbigliamento iraniano. Mentre la nazione attraversa questo periodo di transizione, tutti gli occhi sono puntati sulle imminenti elezioni e sul potenziale impatto sul panorama politico iraniano.


