I sostenitori del neoeletto presidente di Taiwan, Lai Ching-te, si stanno mobilitando contro i tentativi dell'opposizione filocinese di limitare l'autorità del presidente. I legislatori del Kuomintang hanno avviato i passi finali verso l'approvazione di una legge che richiederebbe al presidente Lai di rivolgersi ogni anno, rispondere alle domande separatamente e fornire vari documenti su richiesta. Inoltre, i funzionari potrebbero essere incarcerati se trovati a mentire al parlamento, bloccando potenzialmente l'amministrazione presidenziale in procedimenti legali.
La legislazione proposta, che potrebbe essere approvata nei prossimi giorni, rappresenta una sfida per la governance del presidente Lai, soprattutto nell'hub tecnologico nel mezzo delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina. Il Partito Democratico Progressista al potere ha criticato il processo affrettato, citando consultazioni inadeguate, mentre il KMT afferma che sono state seguite le procedure adeguate.
Wen-ti Sung, un membro non residente del Global China Hub dell'Atlantic Council a Taipei, ha espresso preoccupazione per il fatto che l'avanzamento frettoloso del disegno di legge da parte dell'opposizione senza il contributo pubblico o parlamentare miri a indebolire l'efficacia del governo. La scorsa settimana, i tafferugli legislativi hanno provocato lievi feriti, evidenziando la natura controversa del disegno di legge.
In risposta, i legislatori del DPP hanno tentato di rallentare l'avanzamento del disegno di legge, portando a scene colorite nella legislatura tipicamente solenne con entrambi i partiti che sventolavano manifesti. All'esterno, centinaia di sostenitori Lai si sono riuniti per chiedere ulteriori discussioni sulla proposta di legge del KMT, sostenendo i processi democratici.
Sembra che siano in corso i preparativi per proteste più ampie, con gli attivisti che allestiranno tende, strutture mediche e stazioni di donazione. Alcuni paragonano la situazione attuale al Movimento Girasole del 2014, in cui i manifestanti hanno interrotto per settimane le attività dei legislatori per opporsi all’aumento del commercio con la Cina.
La presidenza del presidente Lai, che quest'anno ha ottenuto il 40% dei voti in una corsa a tre, dovrebbe affrontare sfide in mezzo alla maggioranza legislativa del KMT. La sua posizione sulla sovranità di Taiwan, come evidenziato nel suo discorso di insediamento in cui chiedeva colloqui con la Cina ad armi pari, ha già attirato le critiche di Pechino, che preferisce negoziare con il KMT.
Mentre le tensioni aumentano, la Cina ha imposto sanzioni agli appaltatori della difesa statunitensi per aver venduto armi a Taiwan, con Lai che esorta la Cina a fermare le intimidazioni militari e ad impegnarsi nel dialogo su questioni come il turismo. La spinta della Cina a influenzare Taiwan corteggiando figure del KMT si aggiunge alla complessità delle relazioni tra le due sponde dello Stretto, ponendo ulteriori sfide al presidente Lai nei prossimi anni.


