La Bulgaria sta affrontando una crisi politica sempre più profonda poiché il presidente Rumen Radev ha recentemente rifiutato di approvare una proposta di governo ad interim, portando al rinvio delle tanto necessarie elezioni anticipate. Il Paese, che ha vissuto sei elezioni anticipate in meno di quattro anni, sta lottando per formare un governo stabile in mezzo alle continue fazioni e ai disaccordi tra i partiti politici.
La decisione del presidente Radev di respingere il gabinetto ad interim è stata dettata dalle preoccupazioni sulla capacità del ministro degli Interni Kalin Stoyanov di garantire elezioni giuste, dati i suoi legami percepiti con il controverso parlamentare Delyan Peevski, che è soggetto a sanzioni statunitensi per corruzione. Il ministro Stoyanov ha negato con veemenza qualsiasi legame con Peevski o coinvolgimento in attività di corruzione, respingendo le accuse come attacchi infondati alla sua reputazione e a quella del suo ministero.
Con il rinvio delle elezioni anticipate a dopo il 21 ottobre Il 20 ottobre, il Primo Ministro designato Goritsa Grancharova-Kozhareva si trova ora ad affrontare la sfida di affrontare una potenziale crisi costituzionale. Il presidente Radev, un generale dell’aeronautica militare addestrato dalla NATO, è stato criticato per le sue posizioni percepite a favore del Cremlino e per la sua riluttanza a fornire assistenza militare all’Ucraina. La sua autorità di nominare governi ad interim è stata recentemente ridotta da emendamenti costituzionali, che limitano le sue opzioni nella formazione di amministrazioni provvisorie.
Radev ha ora il compito di selezionare un premier ad interim da un gruppo di figure amministrative, tra cui il difensore civico, il capo dell'ufficio di audit, il gruppo dirigente della banca centrale e il portavoce parlamentare. Tuttavia, la maggior parte di queste figure ha rifiutato la posizione, complicando ulteriormente il panorama politico. Il presidente ha invitato il parlamento ad accelerare il processo di nomina per affrontare l’attuale situazione di stallo.
Poiché i sondaggi indicano una continua mancanza di una maggioranza stabile alle prossime elezioni, la prospettiva di una prolungata incertezza politica incombe sulla Bulgaria. Il presidente Radev ha promesso di continuare le discussioni con i potenziali premier nel tentativo di ridurre al minimo le turbolenze, ma il percorso verso un governo duraturo rimane incerto, con un nuovo voto potenzialmente all’orizzonte all’inizio del 2025.


