La Meloni intende unirsi agli alleati dell’UE nel perseguimento di politiche migratorie più rigorose

15-10-2024
PixelVortex
La Meloni intende unirsi agli alleati dell’UE nel perseguimento di politiche migratorie più rigorose
Giorgia Meloni
Simon Wohlfahrt/Bloomberg
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La spaccatura sulle politiche migratorie all'interno dell'Unione europea si è approfondita, spingendo il primo ministro italiano Giorgia Meloni a convocare un incontro informale dei leader a margine del vertice UE di questa settimana a Bruxelles. Insieme ai suoi omologhi olandesi e danesi, la Meloni mira a raccogliere sostegno per misure più severe per affrontare la migrazione non regolamentata. L’incontro, previsto per giovedì, esplorerà soluzioni innovative mentre i leader dell’UE si preparano a un lungo dibattito sulla questione.

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Nel mezzo di queste discussioni, una nave da guerra italiana ha iniziato a traghettare migranti in Albania come parte di un controverso accordo per elaborare le richieste di asilo nella nazione balcanica. Nonostante le critiche da parte dei gruppi umanitari, Meloni vede l’accordo come un possibile modello per altri paesi dell’UE.

Meloni, parlando ai legislatori a Roma, ha evidenziato un pacchetto legislativo contro la criminalità organizzata e il rafforzamento delle procedure di ispezione per frenare la migrazione irregolare verso l'Italia. La sessione informale mira a rafforzare questo approccio sia a livello nazionale che europeo.

Con le divisioni nell'UE messe a nudo, la sospensione dei diritti di asilo da parte del primo ministro polacco Donald Tusk ha suscitato la disapprovazione dei partner della coalizione. La Germania ha assunto una posizione ferma annunciando controlli alle frontiere fino a quando non saranno entrate in vigore norme più severe sulla migrazione nell’UE.

Attirando l'attenzione sull'accordo Italia-Albania, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto di esplorare "hub di ritorno" al di fuori dell'UE per gestire i flussi migratori. L’UE rimane divisa su questa questione controversa, con i partiti di estrema destra che sostengono la chiusura delle frontiere e le deportazioni di massa.

Mentre il dibattito si intensifica, la Germania sta spingendo per la stabilità della migrazione interna nel rispetto delle regole esistenti, mentre gli Stati membri più grandi cercano di accelerare nuove politiche di migrazione e asilo. L’azione unilaterale di Tusk riflette le sfide legate alla gestione della migrazione all’interno dell’UE e la necessità di un approccio coeso.

Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha sottolineato l'importanza di una posizione unificata dell'UE sulla migrazione, mettendo in guardia dal lasciare che la questione venga sfruttata dai populisti. La necessità di trovare un equilibrio tra il contenimento dei flussi irregolari e il rispetto dei diritti di asilo rimane una sfida fondamentale per i leader dell’UE mentre si muovono nel complesso panorama delle politiche migratorie.

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