In Ciad, il Movimento di Salvezza Patriottica, al potere, guidato dal leader militare Mahamat Déby, ha consolidato la sua influenza assicurandosi due terzi dei seggi nelle recenti elezioni parlamentari. Il partito, che in precedenza deteneva 83 seggi, ora rivendica 124 dei 188 seggi nell'Assemblea nazionale, secondo i risultati preliminari divulgati dalla commissione di conteggio. In particolare, il partito principale dell’opposizione, Les Transformateurs, ha boicottato le elezioni, sollevando preoccupazioni sull’equità e la trasparenza del processo elettorale.
I dati sull'affluenza alle urne sono ancora attesi, mentre l'Agenzia nazionale di gestione elettorale non ha ancora fornito i dati. L’esito delle urne fa seguito al recente incidente in cui è stato assalito il palazzo presidenziale di N’Djamena, provocando la morte di 20 persone e numerosi feriti. Inizialmente etichettato come un tentativo di destabilizzazione, le autorità hanno successivamente attribuito l’attacco a giovani disincantati, minimizzandone il significato come minaccia più ampia per l’amministrazione.
Mahamat Déby, figlio del defunto leader di lunga data Idriss Déby, che ha detenuto il potere per trent'anni, è salito alla presidenza nel 2021 dopo la morte di suo padre. La sua vittoria alle elezioni presidenziali all'inizio dell'anno, mirate alla transizione verso un governo civile, ha attirato critiche da parte di personaggi come l'ex primo ministro Succès Masra, che ha accusato il governo di Déby di sfruttare le elezioni parlamentari per rafforzare la presa sull'autorità.
Il Raduno nazionale per la democrazia in Ciad dell'ex primo ministro Albert Pahimi Padacké si è assicurato 12 seggi, aggiungendosi al panorama politico post-elettorale. Nonostante l'assenza dell'opposizione, si prevede che i risultati determineranno il futuro del panorama politico del Ciad, con probabili dibattiti sulla legittimità delle elezioni e sulle implicazioni per il progresso democratico della nazione.
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