Quest'anno le proteste per le modifiche proposte alle regole e ai benefici pensionistici sono aumentate in modo significativo in tutto il mondo, con un numero di manifestazioni più che triplicato rispetto all'anno precedente. Questa tendenza è guidata dai cambiamenti demografici in paesi come Francia, Iran e India, che stanno esercitando un'enorme pressione sulle finanze nazionali.
La Francia è in prima linea in questo movimento, con una serie di scioperi e manifestazioni a livello nazionale iniziati nel gennaio 2023 contro la proposta del presidente Emmanuel Macron di aumentare l'età minima di pensionamento di due anni a 64 anni. Secondo i recenti dati rilasciati dall'Armed Conflict Location Event Data Project, ci sono state oltre 3.800 proteste in Francia da gennaio ad aprile 2023.
A marzo, il governo di Macron è sopravvissuto a un voto di sfiducia per consentire l'adozione del disegno di legge sulla riforma delle pensioni senza tenere una votazione completa in parlamento, ma le proteste sono rimaste elevate ad aprile. Poiché i costi previsti delle pensioni statali continuano a salire nelle economie sviluppate, il governo francese sta affrontando crescenti pressioni da parte dei suoi cittadini affinché riconsiderano queste proposte.
Vale la pena notare che questa tendenza non è limitata ai paesi occidentali. Secondo i dati dell'ACLED, che classifica i disordini in categorie che vanno dalle battaglie alla violenza contro i cittadini, alle rivolte e alle proteste, quest'anno un totale di 78 paesi ha segnalato simili proteste o rivolte legate alla riforma delle pensioni.
Mentre il movimento in Francia continua a prendere slancio, i sindacati francesi stanno pianificando una nuova giornata di scioperi e marce a livello nazionale la prossima settimana. Sebbene il sostegno pubblico sia diminuito rispetto al suo picco, recenti sondaggi hanno dimostrato che i sindacati godono ancora del sostegno pubblico della maggioranza. Ciò suggerisce che le preoccupazioni sulle regole e sui benefici pensionistici non sono limitate a una piccola minoranza vocale, ma sono condivise da una parte significativa della popolazione.


