Il deputato della banca centrale libanese assume un ruolo ad interim tra le accuse di riciclaggio di denaro. Sulla scia di numerose accuse di riciclaggio di denaro, la banca centrale del Libano sta subendo cambiamenti significativi mentre il suo governatore di lunga data, Riad Salameh, si dimette dalla sua posizione. Wassim Mansouri, il primo vice governatore, ha annunciato che assumerà temporaneamente la carica di governatore ad interim, assumendo immediatamente le sue responsabilità. Mansouri ha già espresso l'intenzione di avviare un confronto con lo Stato in merito alla decisione di rendere fluttuante il tasso di cambio della sterlina.
Il Libano è attualmente alle prese con una grave crisi finanziaria che la Banca Mondiale ha etichettato come una delle più gravi al mondo dalla metà del XIX secolo. Si stima che il settore bancario del paese stia affrontando perdite per circa 70 miliardi di dollari, la valuta nazionale ha subito una svalutazione di oltre il 90% e il Libano è andato in default sul proprio debito nel 2019 per la prima volta nella sua storia. Per affrontare queste sfide, Banque du Liban (Bdl), in collaborazione con il governo, istituirà un meccanismo per unificare e far fluttuare gradualmente la valuta nazionale senza l'intervento della banca centrale. Questo approccio è reso necessario dalle limitate risorse disponibili.
Bdl ha venduto attivamente dollari sia a privati che ad aziende con l'obiettivo di stabilizzare il valore di mercato della sterlina e garantire il flusso continuo di importazioni essenziali. Tuttavia, nonostante questi sforzi, la crisi finanziaria persiste e richiede un'attenzione immediata.
Nel frattempo, Riad Salameh, l'ex governatore, è attualmente indagato dall'Unione Europea con l'accusa di riciclaggio di denaro. Inoltre, nei suoi confronti è stata emessa una denuncia dell'Interpol. Salameh ha negato categoricamente queste accuse e ha affermato con veemenza di non aver abusato della sua autorità durante il suo mandato presso la banca centrale.
Secondo i protocolli legali, il primo vice governatore assume la carica di governatore fino a quando non viene effettuata una nuova nomina. Salameh ha confermato che non cercherà un nuovo mandato e il governo provvisorio deve ancora annunciare il suo successore.
Il mandato di Salameh, iniziato nel 1993, è stato principalmente accreditato per aver mantenuto il tasso di cambio ancorato e aver favorito la fiducia nel settore finanziario libanese, nonostante i ricorrenti conflitti civili. Tuttavia, la sua eredità ha subito un duro colpo durante la crisi finanziaria iniziata nel 2019.
I critici di Salameh lo ritengono responsabile del continuo finanziamento del governo e dell'attuazione degli ormai famigerati schemi di ingegneria finanziaria che hanno temporaneamente sostenuto il sistema. Sostengono che Salameh abbia aiutato l'élite politica, che ripetutamente non è riuscita ad attuare riforme significative, esacerbando ulteriormente le difficoltà economiche e finanziarie del Libano.
Mentre la banca centrale libanese attraversa questa fase di transizione, resta da vedere come il nuovo governatore ad interim e la futura leadership affronteranno le pressanti sfide future e guideranno il paese verso la tanto necessaria stabilità economica e ripresa.


