Il ministro degli esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha intrapreso una storica visita in Arabia Saudita, rappresentando il primo viaggio di un importante diplomatico iraniano nel regno da anni. Questa visita arriva mentre entrambi i paesi si sforzano di allentare le tensioni di lunga data e creare un rapporto più costruttivo, con la mediazione cinese che gioca un ruolo cruciale.
La visita di Amirabdollahian ha un significato simbolico in quanto coincide con la riapertura delle missioni diplomatiche nei rispettivi paesi. Accompagnato da Alireza Enayati, nuovo ambasciatore dell'Iran in Arabia Saudita, Amirabdollahian ha incontrato il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan, per discutere questioni di reciproco interesse e sicurezza regionale.
Il principe Faisal ha descritto l'incontro come un passo cruciale verso l'attuazione dell'accordo per riprendere le relazioni diplomatiche, riconoscendone l'importanza storica per entrambe le nazioni. Il ministro degli Esteri iraniano ha esteso un invito a nome del presidente Ebrahim Raisi, auspicando una visita ufficiale in Arabia Saudita nel prossimo futuro.
Questa svolta diplomatica è un notevole allontanamento dal precedente inasprimento delle relazioni tra i due paesi. La rottura delle relazioni diplomatiche è avvenuta nel 2016 dopo che i manifestanti hanno preso d'assalto le sedi diplomatiche saudite. I disordini sono stati innescati dall'esecuzione di un eminente religioso sciita e di altri 46 da parte delle autorità saudite.
Da allora, le tensioni si sono intensificate su varie questioni, tra cui l'espansione del programma nucleare iraniano e gli attacchi alle infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita. Il principe ereditario Mohammed bin Salman, che stava salendo al potere durante questo periodo, è stato un critico esplicito dell'Iran, paragonando il suo leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ad Adolf Hitler e minacciando un'azione militare contro il paese.
Tuttavia, gli eventi recenti, tra cui la pandemia di COVID-19 e l'U. S. ' brusco ritiro dall'Afghanistan, hanno spinto le nazioni arabe del Golfo, inclusa l'Arabia Saudita, a rivalutare il loro approccio nei confronti dell'Iran. A marzo, Arabia Saudita e Iran hanno raggiunto un accordo, mediato dalla Cina, per riaprire le loro ambasciate.
Nonostante i conflitti in corso come la guerra nello Yemen, dove gli attacchi aerei guidati dai sauditi sono notevolmente diminuiti, entrambi i paesi sembrano impegnati a esplorare strade di cooperazione. I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno mantenuto il controllo sulla capitale yemenita, Sanaa.
Inoltre, abbondano le speculazioni sul potenziale riconoscimento di Israele da parte dell'Arabia Saudita, con l'U. S. fungendo da mediatore. Sebbene Amirabdollahian non abbia menzionato direttamente questa mediazione, ha ribadito il sostegno dell'Iran ai palestinesi mentre criticava il coinvolgimento di Israele nella regione.
La visita del ministro degli Esteri iraniano in Arabia Saudita rappresenta un passo tangibile verso la ricostruzione dei rapporti diplomatici e la promozione della stabilità regionale. Entrambi i paesi hanno riconosciuto l'importanza del dialogo e della cooperazione mentre affrontano sfide condivise e lavorano per un Medio Oriente più armonioso.


