L’energia nucleare svizzera si estende oltre le proiezioni iniziali

07-11-2023
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L’energia nucleare svizzera si estende oltre le proiezioni iniziali
La centrale nucleare di Goesgen vicino a Daeniken, in Svizzera.
Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images
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Con una svolta sorprendente degli eventi, la Svizzera ha deciso di prolungare la durata di vita delle sue centrali nucleari a causa delle preoccupazioni per una potenziale carenza di elettricità. Il Paese aveva già preso la decisione di eliminare gradualmente l’energia nucleare nel 2017, ma non aveva fissato una data definitiva per la chiusura dei suoi quattro impianti. Invece, gli impianti avrebbero dovuto continuare a funzionare finché fossero stati ritenuti sicuri. I gestori Axpo Holding AG e Alpiq Holding AG hanno però annunciato ora l'intenzione di estendere la durata di vita prevista dei loro impianti da 50 a 60 anni, il che, secondo i portavoce dell'azienda, significherebbe l'esercizio fino al 2040 circa.

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È interessante notare che Alpiq sta anche considerando la possibilità di estendere ulteriormente la durata di vita dei suoi impianti fino a 80 anni. Questa mossa riflette una tendenza che può essere osservata in tutta Europa, poiché diversi paesi stanno rivisitando il potenziale dell’energia atomica e riconsiderando la chiusura delle loro centrali nucleari. In effetti, è probabile che più del 90% dei reattori nucleari esistenti negli Stati Uniti richiedano l’approvazione per funzionare per 80 anni o più.

La Svizzera consente alle centrali nucleari di continuare a funzionare finché possono essere gestite in sicurezza. Il governo non ha mai stabilito una data di uscita specifica per l'energia nucleare e tutti i calcoli relativi alla durata di vita degli impianti vengono effettuati dai rispettivi operatori. Secondo uno studio condotto dalle aziende, è economicamente fattibile prolungare la durata di vita delle centrali elettriche oltre i 60 anni senza il sostegno finanziario del governo.

Questo sviluppo in Svizzera non è un caso isolato. Anche altri paesi europei, come Francia, Belgio e Finlandia, stanno prendendo in considerazione l’ampliamento delle loro flotte di reattori nucleari. Queste nazioni prevedono un aumento della domanda di elettricità e ritengono che fare affidamento esclusivamente su fonti energetiche rinnovabili potrebbe non essere sufficiente per soddisfare tale domanda. Inoltre, paesi come Romania, Bulgaria e Slovenia hanno in programma di costruire nuove centrali nucleari, indicando un crescente interesse per l’energia nucleare in tutto il continente.

Tuttavia, la Germania ha adottato l'approccio opposto. Il paese ha recentemente chiuso le sue ultime centrali nucleari in aprile, dopo anni di dibattiti e deliberazioni politiche. La decisione di eliminare gradualmente l'energia nucleare in Germania ha avuto un impatto significativo sull'economia e sul settore energetico del paese.

La recente decisione della Svizzera di prolungare la durata di vita delle sue centrali nucleari evidenzia il cambiamento di atteggiamento nei confronti dell'energia nucleare in Europa. Poiché le preoccupazioni sulla sicurezza energetica e sulla carenza di elettricità persistono, i paesi stanno riconsiderando la loro dipendenza esclusivamente dalle fonti energetiche rinnovabili. L’energia nucleare, con la sua produzione costante e affidabile, è vista come un’opzione praticabile per soddisfare la crescente domanda. Tuttavia, il dibattito sulla sicurezza, sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità a lungo termine dell’energia nucleare continua a dividere le opinioni a livello globale.