Le contestate elezioni in Congo scatenano la protesta dell'opposizione

23-12-2023
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Le contestate elezioni in Congo scatenano la protesta dell'opposizione
Un funzionario elettorale controlla le carte d'identità delle persone in attesa di votare alle elezioni parlamentari e presidenziali della Repubblica Democratica del Congo dopo che le autorità hanno esteso gli orari di apertura dei seggi elettorali che no
REUTERS/Zohra Bensemra
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Una coalizione di candidati dell'opposizione nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha annunciato l'intenzione di organizzare una protesta congiunta nella capitale Kinshasa la prossima settimana. La protesta è in risposta alle contestate elezioni generali tenutesi mercoledì, che hanno visto ritardi e un'estensione del voto che ha sollevato preoccupazioni sulla credibilità delle elezioni. I candidati dell'opposizione intendono protestare contro presunte irregolarità durante il voto e la proroga, affermando che le elezioni sono state una “farsa”. La RDC, con le sue preziose riserve di cobalto e rame, è già alle prese con una povertà diffusa e una crisi di sicurezza nella regione orientale, rendendo l’esito delle elezioni ancora più critico.

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Le elezioni di mercoledì sono state segnate da ritardi, che hanno richiesto un'estensione del periodo di votazione. Questa decisione è stata criticata dai candidati dell'opposizione e dagli osservatori indipendenti, che sostengono che essa compromette la legittimità del voto. La commissione elettorale (CENI) ha riconosciuto i ritardi ma nega che essi minino la credibilità complessiva delle elezioni.

La protesta congiunta, prevista per il 27 dicembre, sarà guidata da cinque candidati alla presidenza e affronterà le presunte irregolarità e la proroga del periodo di voto. Jean-Marc Kabunda, rappresentante del candidato Martin Fayulu, ha condiviso la lettera al governatore di Kinshasa in cui annunciava la protesta sulla piattaforma social X. I candidati dell'opposizione ritengono che le irregolarità e la proroga sollevino seri dubbi sull'integrità del processo elettorale.

Nel frattempo, le ambasciate straniere a Kinshasa, tra cui Germania e Francia, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo calma e moderazione da tutte le parti durante questo periodo critico. Sottolineano l’importanza di consentire lo svolgimento pacifico del processo elettorale e sollecitano gli attori politici e i loro sostenitori a esprimere con calma le loro preoccupazioni.

La campagna elettorale nella RDC è stata irta di violenza, con almeno 19 persone che hanno perso la vita in incidenti legati alle elezioni. L'opposizione e gli osservatori hanno evidenziato diverse questioni che, secondo loro, potrebbero favorire le frodi, ma queste accuse sono state smentite dalla CENI e dalla presidenza.

Moise Katumbi, un importante candidato dell'opposizione, ha espresso preoccupazione per la trasparenza del processo di compilazione dei risultati. Il portavoce della campagna di Katumbi, Hervé Diakese, ha affermato che vi è una mancanza di trasparenza e un disordine incontrollato nel processo. Sebbene la squadra di Katumbi non stia organizzando direttamente la protesta, sostiene qualsiasi iniziativa costituzionale volta a resistere alla frode elettorale.

Come ulteriore battuta d'arresto, il voto non si è ancora svolto in cinque aree remote del territorio orientale del Lubero a causa del ritardo nella consegna del materiale elettorale causato dalla pioggia. Questi centri, accessibili solo in aereo o a piedi, dovrebbero ora votare domenica se i corrieri riescono a superare la notte.

La protesta congiunta dell'opposizione congolese e le preoccupazioni espresse dalle ambasciate straniere evidenziano la natura fragile del processo elettorale nella RDC. Poiché i risultati provvisori dovrebbero essere annunciati entro il 31 dicembre, il Paese attende il risultato che determinerà se il presidente in carica Felix Tshisekedi o uno dei suoi 18 sfidanti riuscirà ad ottenere la vittoria in queste elezioni seguite da vicino.