Uno studio rivela che il cambiamento climatico ridurrà il PIL africano di 7. 1%

23-02-2024
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Uno studio rivela che il cambiamento climatico ridurrà il PIL africano di 7. 1%
Una donna raccoglie il riso in una risaia vicino a Korhogo, in Costa d'Avorio.
Issouf Sanogo/AFP/Getty Images
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Un recente studio condotto dal Centro per lo sviluppo globale ha fatto luce sull'impatto allarmante che il cambiamento climatico avrà sull'Africa nei prossimi decenni. Lo studio, intitolato “L’impatto socioeconomico del cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo nei prossimi decenni”, evidenzia le conseguenze devastanti che si prevede si verificheranno se non verranno intraprese azioni urgenti per affrontare questo problema urgente. Secondo i risultati, ben 200 milioni di africani rischiano di affrontare una grave fame, i ricavi dei raccolti potrebbero crollare del 30% e il prodotto interno lordo (PIL) medio pro capite potrebbe subire un calo significativo pari a 7. 1%.

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Lo studio sottolinea come il mondo in via di sviluppo, in particolare l'Africa, sopporterà il peso maggiore degli effetti negativi del riscaldamento del pianeta. Pur riconoscendo che ci saranno alcune perdite economiche fino al 2050, il rapporto avverte che le ripercussioni si intensificheranno in modo significativo oltre quel punto, con un impatto sproporzionato sull’Africa. Philip Kofi Adom, autore dello studio e studioso dell’Università del Witwatersrand in Sud Africa, avverte che il fallimento nell’affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico potrebbe comportare un approfondimento dei problemi socioeconomici nei paesi in via di sviluppo, erodendo in definitiva i progressi compiuti nello sviluppo.

Le cupe proiezioni delineate nello studio servono a ricordare duramente l'urgente necessità di un'azione globale decisiva per combattere il cambiamento climatico. Con l’Africa pronta a sperimentare le peggiori ricadute, c’è un imperativo urgente per i governi, i politici e le parti interessate internazionali dare priorità alle strategie di mitigazione e adattamento climatico. In caso contrario, non solo si rischia di esacerbare le sfide esistenti, ma si potrebbero anche compromettere i progressi faticosamente ottenuti in termini di sviluppo e riduzione della povertà negli ultimi anni.

A fronte di previsioni così terribili, è chiaro che sono necessari sforzi concertati su scala globale per mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici e salvaguardare il futuro delle popolazioni vulnerabili in Africa e oltre. I risultati dello studio dovrebbero servire da campanello d’allarme affinché la comunità internazionale rinforzi i propri impegni per ridurre le emissioni di gas serra, promuovere pratiche di sviluppo sostenibile e sostenere misure di resilienza climatica nelle regioni più vulnerabili. Solo attraverso sforzi collaborativi e proattivi possiamo sperare di evitare gli scenari peggiori e costruire un futuro più sostenibile ed equo per tutti.