Le recenti elezioni parlamentari iraniane hanno visto un calo significativo nella partecipazione elettorale, con stime che indicano minimi storici nell'affluenza alle urne. I resoconti dei media statali suggeriscono che solo il 41% circa degli aventi diritto, circa 25 milioni di iraniani, hanno votato alle elezioni tenutesi venerdì. Questo dato di affluenza alle urne segna un nuovo punto basso per le elezioni parlamentari nella Repubblica islamica, scendendo leggermente al di sotto dell’affluenza alle urne del 42% registrata nelle precedenti elezioni del 2020.
Nonostante la bassa affluenza alle urne, le autorità iraniane hanno salutato le elezioni come un successo per l'establishment al potere. Si prevede che i risultati allineeranno strettamente il prossimo parlamento iraniano al governo intransigente del presidente Ebrahim Raisi. Lo stesso Raisi ha affermato che le elezioni avevano sventato un presunto complotto dei nemici per scoraggiare la partecipazione, sebbene non sia stata fornita alcuna prova a sostegno di questa affermazione. I media statali in Iran hanno descritto l’affluenza alle urne come “epica” e hanno sottolineato l’importanza della partecipazione dei cittadini al processo elettorale.
La diminuzione del coinvolgimento degli elettori in Iran riflette un crescente senso di disillusione tra la popolazione, che vede la partecipazione alle elezioni come un segno di sostegno a un governo che ritiene responsabile delle difficoltà economiche, del calo del tenore di vita e della repressione dei cittadini. La scarsa affluenza alle urne può anche essere attribuita a una generale apatia nei confronti del sistema politico e alla sua incapacità di rispondere ai bisogni e alle preoccupazioni della gente. Le elezioni sono state viste come un test per le autorità, che hanno cercato di aumentare la partecipazione allentando i requisiti di voto e consentendo ai cittadini di utilizzare le loro carte d’identità nazionali invece dei tradizionali libretti d’identità.
Oltre alle elezioni parlamentari, gli iraniani hanno votato anche per l'Assemblea degli esperti, un organismo di 88 giuristi islamici che svolge un ruolo cruciale nella selezione e nella destituzione del leader supremo. Il presidente Raisi si è assicurato la rielezione all'assemblea dalla sua città natale di Mashhad, consolidando la sua influenza all'interno delle strutture di potere del paese. Tuttavia, figure importanti come l’ex presidente Hassan Rouhani e l’ex presidente Mohammad Khatami hanno scelto di boicottare le elezioni, sottolineando le divisioni e le sfide all’interno del panorama politico iraniano. I risultati di queste elezioni determineranno probabilmente la traiettoria futura del Paese e le dinamiche della sua leadership.


