La Commissione europea ha rivisto le sue prospettive per l'economia dell'area euro, prevedendo una traiettoria al ribasso a causa della contrazione dell'economia tedesca. Le proiezioni aggiornate, rilasciate lunedì dal braccio esecutivo dell’Unione Europea, anticipano un tasso di crescita pari a 0. 8% nel 2023 per il blocco valutario composto da 20 nazioni, rispetto alla precedente previsione di 1. Crescita dell'1%. Anche l’outlook per il 2022 è stato rivisto al ribasso a 1. Crescita del 3%.
Il calo della performance economica è principalmente attribuito alla Germania, la più grande economia della regione. Precedentemente prevista una crescita nel 2023, si prevede ora che la Germania subirà un calo pari a 0. 4%. Anche i Paesi Bassi hanno visto una significativa revisione al ribasso da 1. dall'8% allo 0. 5%. D'altro canto, Spagna e Francia dovrebbero contribuire positivamente all'espansione della zona euro.
Si prevede che l'inflazione rimanga elevata e non raggiunga l'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea. L’attuale proiezione colloca l’inflazione a 5. 6% per quest'anno, leggermente inferiore a quanto stimato in precedenza, ma in leggero aumento al 2. 9% nel 2024.
Questi numeri rivisti potrebbero alimentare le preoccupazioni che la zona euro stia entrando in un periodo prolungato di crescita contenuta e inflazione persistentemente elevata. Potrebbero anche fornire informazioni sulle prossime prospettive trimestrali della Banca Centrale Europea, che aiuteranno a guidare le decisioni sull’opportunità di continuare o sospendere la serie di rialzi dei tassi di interesse.
La Commissione Europea ha evidenziato la debolezza della domanda interna, in particolare dei consumi, come uno dei principali fattori che influiscono sulla crescita economica. I prezzi al consumo elevati e in aumento di beni e servizi stanno mettendo a dura prova lo slancio di crescita della regione. La Commissione prevede che lo slancio di crescita più debole si estenderà fino al 2024, con l’impatto della politica monetaria restrittiva che continuerà a frenare l’attività economica.
L'area euro è alle prese con sfide quali l'aumento dei prezzi dell'energia, l'aumento dei costi di finanziamento e l'indebolimento della domanda di esportazioni, in particolare da mercati come la Cina. Dati recenti hanno rivelato che la produzione economica nel blocco è cresciuta a malapena nel secondo trimestre di quest’anno, principalmente a causa delle scarse vendite estere. I sondaggi condotti tra i responsabili degli acquisti indicano che il settore dei servizi sta entrando in contrazione, a seguito del calo del settore manifatturiero.
La Germania, in particolare, è stata significativamente colpita da un crollo del settore manifatturiero. Dopo aver subito una contrazione in inverno, l’economia tedesca non è riuscita ad espandersi nel secondo trimestre e si prevede una contrazione dello 0. 3% nel terzo trimestre, secondo le previsioni del Kiel Institute. La crescita negativa della più grande economia dell’Unione Europea si ripercuote su tutta la regione.
Nonostante queste sfide, il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni ha minimizzato le preoccupazioni sulla stagflazione in atto in Europa. Ha affermato che è troppo presto per concludere che la regione si trova in un periodo prolungato di stagflazione e ha suggerito che una ripresa è prevista entro il prossimo anno.
Il deterioramento del contesto economico ha stimolato le discussioni tra i funzionari della Banca Centrale Europea sull'opportunità di interrompere la loro politica monetaria restrittiva. Mentre alcuni funzionari sono favorevoli a sospendere i rialzi dei tassi di interesse, altri hanno indicato un livello di comfort con una lieve recessione se aiuta a riportare l’inflazione al target del 2%.
Un recente sondaggio di Bloomberg ha rivelato una visione più pessimistica rispetto alle proiezioni della Commissione Europea. Gli analisti prevedono che l’economia della zona euro cresca dello 0. 6% nel 2023 e 0. 8% nel 2022.


