In risposta al crescente afflusso di turisti e al conseguente aumento degli affitti per vacanze a breve termine e della costruzione di hotel a Tenerife, questo fine settimana si è svolta sull'isola spagnola una manifestazione appassionata. Migliaia di persone si sono riunite, sostenendo restrizioni temporanee sugli arrivi di turisti per far fronte ai crescenti costi abitativi che stanno colpendo negativamente la popolazione locale. Attraverso cartelli avvincenti con messaggi come "La gente vive qui" e "Non vogliamo vedere morire la nostra isola", i manifestanti hanno trasmesso l'urgente necessità di riforme nel settore del turismo, che attualmente contribuisce al 35% del PIL della regione nel
I partecipanti alla protesta, tenutasi nella capitale di Tenerife, Santa Cruz de Tenerife, hanno chiarito che la loro posizione non è rivolta ai turisti stessi ma piuttosto al modello turistico prevalente che non riesce a servire gli interessi del territorio e Parlando a Reuters, uno dei manifestanti ha sottolineato la necessità di attuare cambiamenti per garantire la sostenibilità e il benessere delle comunità locali in un contesto di boom del turismo.
L'appello all'azione è risuonato oltre Tenerife, mentre marce più piccole sono emerse nelle Isole Canarie e in varie città spagnole. Organizzate da circa due dozzine di gruppi ambientalisti, queste manifestazioni sono state strategicamente programmate prima dell’alta stagione estiva per aumentare la consapevolezza sulle questioni urgenti legate alla crescita incontrollata del turismo. La richiesta generale di queste organizzazioni è che le autorità locali impongano restrizioni temporanee sul numero di visitatori, alleviando così la pressione sull'ambiente, sulle infrastrutture e sulle risorse abitative delle isole. Inoltre, sostengono la regolamentazione delle acquisizioni immobiliari da parte di stranieri per salvaguardare il mercato immobiliare dei residenti.
Antonio Bullon, uno dei leader della protesta, ha sottolineato l'urgenza che le autorità intervengano nell'attuale modello turistico, descrivendolo come corrotto e distruttivo. Evidenziando le risorse limitate delle Isole Canarie e la crescente vulnerabilità economica derivante da una crescita sfrenata, Bullon ha sottolineato la necessità di un’azione decisiva per proteggere la sostenibilità della regione e i mezzi di sussistenza della sua popolazione.
Nel mezzo del crescente dibattito, le figure governative delle Isole Canarie hanno riconosciuto la necessità di modifiche normative. In una dichiarazione precedente la protesta, il presidente delle Isole Canarie Fernando Clavijo ha espresso orgoglio per lo status della regione come destinazione turistica di primo piano in Spagna. Tuttavia, ha anche ammesso la necessità di maggiori controlli poiché il settore del turismo continua ad espandersi. Il riconoscimento da parte di Clavijo delle questioni urgenti in questione, tra cui l'accessibilità economica degli alloggi e l'impatto ambientale, segnala la disponibilità ad affrontare le preoccupazioni sollevate dai manifestanti e dalle organizzazioni ambientaliste che lottano per un modello turistico più equilibrato e sostenibile nelle Isole Canarie.


