In risposta alla proposta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di costringere Google a vendere il suo browser web, il colosso della tecnologia ha ritenuto il rimedio "estremo" e non in linea con la legge. Google sostiene che la vendita suggerita di Chrome non è in linea con le pratiche illegali identificate dalla società relative a contratti esclusivi con browser, produttori di smartphone e operatori di telecomunicazioni.
In un atto giudiziario presentato venerdì, Google ha sottolineato che l'imposizione di misure così drastiche potrebbe ostacolare l'innovazione e scoraggiare futuri investimenti nel settore. La società ha affermato che gli interventi giudiziari dovrebbero essere proporzionati alle violazioni identificate, poiché i rimedi eccessivamente severi sono generalmente scoraggiati dai tribunali.
Il rimedio suggerito da Google si concentra sulla promozione della concorrenza nel mercato della ricerca online preservando al tempo stesso la libertà di scelta degli utenti. Propone di consentire ai browser concorrenti, come Safari di Apple, di stipulare accordi con i motori di ricerca di loro preferenza. La proposta di Google mira a consentire ai produttori di dispositivi di precaricare più motori di ricerca, offrendo agli utenti una varietà di opzioni predefinite.
La battaglia legale in corso deriva dalla sentenza del giudice Amit Mehta secondo cui Google ha monopolizzato illegalmente la ricerca online e i mercati pubblicitari. Sebbene Google intenda presentare ricorso contro questa decisione, è impegnata nel processo di risoluzione delle questioni relative alla concorrenza identificate dal tribunale.
Con un procedimento programmato ad aprile per determinare le misure appropriate per rafforzare la concorrenza nei settori dominati da Google, il giudice dovrebbe emettere un verdetto finale entro agosto 2025. Google afferma che le sue pratiche aziendali principali, come gli investimenti in Chrome e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, non sono anticoncorrenziali e sottolinea l’importanza di un approccio equilibrato nella risoluzione del caso.
Mentre questa saga legale si svolge, l'industria tecnologica attende con impazienza il risultato, che potrebbe avere implicazioni di vasta portata per la concorrenza e l'innovazione online. Lo scontro tra Google e il Dipartimento di Giustizia sottolinea la complessità della regolamentazione dei mercati digitali cercando al tempo stesso di sostenere la concorrenza leale e la scelta dei consumatori.
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