Un’ondata di caldo alpino senza precedenti provoca l’aumento del livello di congelamento dei ghiacciai in tutta Europa

22-08-2023
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Un’ondata di caldo alpino senza precedenti provoca l’aumento del livello di congelamento dei ghiacciai in tutta Europa
I visitatori fanno un'escursione su un sentiero nella riserva naturale delle Aiguilles Rouges a Chamonix, in Alta Savoia.
Emmanuel Dunand/AFP/Getty Images
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Un'ondata di caldo senza precedenti sta causando il caos sulle Alpi, con livelli di congelamento che salgono addirittura più in alto dei ghiacciai in cima alle montagne. Lunedì le temperature sono salite così in alto che il punto di congelamento ha superato i 5.000 metri, superando l'altezza delle vette glaciali delle Alpi. Ciò significa che, per ora, l’intero intervallo è sotto lo zero. Il climatologo Claudio Tei del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano ha riportato questi risultati allarmanti.

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Il ghiacciaio dell'Aletsch, con i suoi poco più di 4.000 metri, è il ghiacciaio più grande delle Alpi. Tuttavia, anche questa colossale formazione di ghiaccio è attualmente racchiusa entro temperature sopra lo zero. Anche il Monte Bianco, la vetta più alta della regione, che misura poco più di 4.800 metri, rientra in questa sfortunata situazione.

Nelle ultime notti, secondo Tei, le temperature sulle Alpi non sono scese sotto lo zero. Anche nel punto più alto del Monte Rosa in Italia, la Capanna Margherita a 4.554 metri, la temperatura non è mai scesa sotto 1. 5 gradi Celsius (34. 7 gradi Fahrenheit) lunedì sera.

Le aree della Svizzera, solitamente note per il loro clima relativamente mite, la sera registrano temperature quasi tropicali. A Vevey, situata sulle rive del Lago di Ginevra, le temperature sono rimaste sopra i 25. 4 gradi, che è generalmente considerata una normale lettura diurna durante l'estate, secondo il servizio meteorologico Meteonews.

Tragicamente, solo pochi giorni fa, un alpinista ha perso la vita in un crollo sul ghiacciaio Fee, causato dalle condizioni estreme. È un triste promemoria dei pericoli posti da queste temperature in aumento. L’anno scorso, un collasso glaciale nelle Alpi settentrionali italiane ha causato la morte di 11 persone, sottolineando ulteriormente la gravità della situazione.

Gli studi condotti da Tei indicano che le ondate di caldo sono diventate sempre più comuni a partire dalla fine degli anni 2000. Questi risultati si basano sui dati raccolti dalla stazione meteorologica di Payerne in Svizzera, che risale al 1954. L’attuale forte ondata di caldo che colpisce l’Italia settentrionale, la Svizzera e la Francia è attribuita all’espansione dell’anticiclone subtropicale. Questo andamento meteorologico, tipicamente più diffuso nell’Italia centrale e meridionale, ha ora esteso la sua influenza alla regione alpina, esacerbando una situazione già allarmante.

Gli impatti di questa ondata di caldo sulle Alpi e sui suoi ghiacciai sono profondamente preoccupanti. Poiché le temperature continuano a salire e i livelli di congelamento superano anche i punti più alti delle montagne, è fondamentale affrontare le cause alla base di questo fenomeno. Mitigare il cambiamento climatico e adottare pratiche sostenibili sono passi essenziali per evitare ulteriori danni a questi ambienti naturali maestosi e vitali.