Il commissario europeo Thierry Breton ha lanciato un avvertimento ai principali attori dei social media nella Silicon Valley, esortandoli ad agire immediatamente per frenare la diffusione della disinformazione sulla guerra tra Israele e Hamas. In una lettera indirizzata al CEO di Meta Mark Zuckerberg, Breton ha sottolineato l'aumento dei contenuti illegali su alcune piattaforme a seguito degli attacchi terroristici, sottolineando la necessità di sistemi efficaci per combattere questo problema. Ha chiesto una risposta entro 24 ore e ha incoraggiato Meta a informare la commissione sui loro sforzi per contrastare i deepfake, soprattutto alla luce delle imminenti elezioni europee.
Questo conflitto rappresenta uno dei primi test significativi per la legge sui servizi digitali dell'UE, recentemente entrata in vigore. Secondo questa legislazione, le società di social media come Meta e X (ex Twitter) sono tenute ad aumentare le proprie capacità di moderazione dei contenuti e ad implementare strategie di mitigazione del rischio per limitare la propagazione di contenuti dannosi. Il mancato rispetto di queste norme potrebbe comportare multe fino al 6% delle entrate annuali o potenziale espulsione dal blocco per violazioni ricorrenti delle regole.
In risposta alla lettera di Breton, un portavoce di Meta ha dichiarato che la società ha istituito un centro operativo speciale dotato di esperti linguistici per monitorare i contenuti sulle loro piattaforme, concentrandosi in particolare su ebraico e arabo. Hanno assicurato che i loro team stanno lavorando instancabilmente per mantenere la sicurezza della piattaforma, agire contro i contenuti che violano le politiche e le leggi e collaborare con verificatori di fatti di terze parti nella regione per combattere la disinformazione. Meta si è impegnato a continuare questi sforzi man mano che il conflitto si sviluppa.
Breton ha anche inviato una lettera simile a Elon Musk, il proprietario di X, esprimendo preoccupazione per i contenuti illegali diffusi tramite il suo social network e chiedendo un'azione rapida per affrontare la questione. Musk, a sua volta, ha risposto alle affermazioni di Breton attraverso post pubblici, suggerendo che le preoccupazioni dovrebbero essere discusse sul suo social network piuttosto che scambiate tramite lettere o altri canali.
Nonostante la precedente relazione cordiale tra Musk e Breton, i loro recenti scambi indicano potenziali tensioni. A giugno, durante la visita di Breton nella Silicon Valley, si è tenuto un incontro in cui Musk ha accettato, attraverso un video, di aderire ai principi di moderazione dei contenuti dell'UE. Tuttavia, con la recente disputa sui contenuti illegali, le tensioni sembrano aumentare.
Mercoledì, Breton ha creato un account su Bluesky, esprimendo la sua preferenza per la piattaforma, menzionandola meno affollata e più umana senza la presenza di bot. Questa mossa evidenzia ulteriormente le dinamiche in evoluzione tra i regolatori e i giganti dei social media mentre affrontano le sfide della disinformazione e della moderazione dei contenuti nel panorama digitale di oggi.


