La NASA individua una mano cosmica inquietante e un fantasma inquietante

31-10-2023
PixelVortex
La NASA individua una mano cosmica inquietante e un fantasma inquietante
I dati provenienti dall'Osservatorio a raggi X Chandra della NASA e dall'Imaging X-ray Polarimetry Explorer hanno contribuito a questa immagine composita di una nebulosa che ricorda una mano luminosa.
NASA/CXC/Stanford Univ./R. Romani et al.
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Svelando alcune delle inquietanti meraviglie che si nascondono nelle profondità dello spazio, le recenti missioni della NASA hanno catturato inquietanti caratteristiche celesti che sicuramente ti faranno venire i brividi lungo la schiena, giusto in tempo per Halloween. Tra questi avvistamenti ultraterreni c'è un "volto" inquietante su Giove e una nebulosa spettrale e scheletrica a forma di mano.

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La missione Juno, che orbita attorno a Giove e alle sue lune dal 2016, ha recentemente effettuato il suo 54esimo sorvolo ravvicinato del gigante gassoso. Durante questo passaggio, lo strumento JunoCam ha catturato immagini affascinanti di nuvole vorticose e tempeste nelle regioni settentrionali di Giove, in particolare lungo il terminatore, la linea che separa il lato diurno da quello notturno. In un fenomeno affascinante noto come pareidolia, in cui modelli riconoscibili sono visti in forme casuali, le immagini elaborate hanno rivelato un volto simile a Picasso che emerge dall’atmosfera turbolenta. Lo scienziato cittadino Vladimir Tarasov ha utilizzato i dati grezzi resi disponibili sul sito web JunoCam per dare vita a questo volto spettrale. L'immagine inquietante e accattivante è stata ulteriormente accentuata dal basso angolo di luce solare, mentre Giunone si librava a circa 4.800 miglia sopra le cime delle nuvole del pianeta.

Spostando lo sguardo più lontano nel cosmo, incontriamo una struttura celeste che ricorda una mano scheletrica, immersa in un bagliore etereo. I telescopi a raggi X hanno svelato le “ossa” di questa peculiare nebulosa, nota come MSH 15-52, situata a una sbalorditiva distanza di 16.000 anni luce dalla Terra. La nebulosa si formò circa 1.500 anni fa quando una stella massiccia subì un collasso catastrofico, lasciando dietro di sé un denso residuo chiamato stella di neutroni. Questa particolare nebulosa testimonia le potenti forze liberate dalle stelle di neutroni in rapida rotazione con intensi campi magnetici, noti come pulsar. Attraverso i loro getti energetici e i potenti venti, la neonata pulsar ha creato l'accattivante nebulosa a forma di mano.

Nel 2001, l'Osservatorio a raggi X Chandra della NASA osservò per la prima volta la pulsar luminosa, denominata PSR B1509-58, annidata nel palmo della mano nebulare. Il getto della pulsar può essere rintracciato fino alla regione del "polso", formando una sorprendente connessione visiva. Recentemente, il nuovo Imaging X-ray Polarimetry Explorer (IXPE) ha intrapreso una campagna di osservazione di 17 giorni per approfondire ancora di più i misteri di questa stranezza nebulare. Questo periodo di osservazione prolungato è stato il più lungo per l’Osservatorio spaziale dal suo lancio nel dicembre 2021. I dati raccolti da IXPE hanno fornito agli scienziati la prima mappa del campo magnetico della struttura a forma di mano della nebulosa. Studiando le particelle cariche che producono i raggi X mentre viaggiano lungo il campo magnetico, i ricercatori possono decifrare la forma fondamentale della nebulosa, simile a come le ossa modellano una mano umana.

Grazie alle capacità uniche del telescopio IXPE, gli scienziati sono ora in grado di discernere le regioni all'interno del campo magnetico in cui le particelle vengono accelerate a causa della turbolenza. Queste preziose informazioni consentono una comprensione più profonda dei meccanismi sottostanti che danno forma a questi fenomeni cosmici. Con ogni nuova scoperta, la natura enigmatica del nostro universo diventa ancora più evidente, suscitando stupore e curiosità nelle menti sia degli scienziati che degli appassionati di spazio.

Mentre ci godiamo la stagione di Halloween, questi inquietanti avvistamenti cosmici servono a ricordarci che la sconfinata distesa dello spazio è piena di infiniti misteri, in attesa di essere svelati dalle menti curiose dell'umanità.