Hong Kong respinge le richieste di vietare le app di messaggistica in base alla legge sulla sicurezza

06-03-2024
PixelVortex
Hong Kong respinge le richieste di vietare le app di messaggistica in base alla legge sulla sicurezza
Per decenni, gli sforzi di Hong Kong per approvare una propria legislazione sulla sicurezza, come previsto dalla sua mini-costituzione, sono stati vanificati dalla feroce opposizione pubblica.
Lam Yik/Bloomberg
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Hong Kong ha respinto fermamente i suggerimenti di vietare app di messaggistica come Telegram e Signal nell'ambito della sua proposta di legge sulla sicurezza interna, placando le preoccupazioni sollevate durante un periodo di consultazione pubblica. Il governo ha chiarito che non ha intenzione di vietare alcuna piattaforma di social media, affermando che la prossima legislazione, nota come Articolo 23, prenderà di mira specificamente le persone che abusano delle app di comunicazione per diffondere informazioni che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale.

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Il segretario alla Giustizia Paul Lam ha sottolineato al Consiglio legislativo che l'intenzione di Hong Kong con la legge sulla sicurezza non è quella di limitare l'accesso alle piattaforme di messaggistica, ma piuttosto di affrontare i casi in cui questi strumenti vengono sfruttati per mettere in pericolo la sicurezza della città. La posizione del governo si inserisce in un contesto di maggiore controllo sulla libertà di espressione, in particolare a seguito della recente repressione della Cina sull’accesso alle informazioni.

La proposta di legge sulla sicurezza ha suscitato reazioni contrastanti da parte del pubblico, con preoccupazioni sollevate riguardo al suo potenziale impatto sulla discussione aperta e sull'economia. Mentre alcuni hanno messo in dubbio la necessità dell’articolo 23 e la sua sovrapposizione con le leggi sulla sicurezza esistenti, si è riscontrata una notevole mancanza di opposizione significativa alla legislazione. Il rapporto che riassume i feedback ha rivelato una vasta gamma di punti di vista, compresi suggerimenti come impedire ai residenti all’estero di tornare esclusivamente per cure mediche e richiedere ai residenti delle case popolari di promettere fedeltà al governo.

Per decenni, Hong Kong è stata alle prese con la sfida di emanare la propria legislazione sulla sicurezza in conformità con i suoi obblighi costituzionali, spesso affrontando una forte resistenza pubblica. Tuttavia, il panorama politico è cambiato in seguito alle misure imposte da Pechino nel 2020 che hanno represso il dissenso, aprendo la strada a un’attuazione più agevole della legge sulla sicurezza. Le recenti azioni del governo, inclusa la chiusura dei media critici e i tentativi di censurare i contenuti dissenzienti, segnalano una tendenza preoccupante verso un controllo più stretto sull'informazione e sull'espressione.

In caso di successo, gli sforzi per cancellare da Internet canzoni simboliche di protesta come "Glory to Hong Kong" potrebbero creare un precedente per una maggiore censura che mette direttamente in discussione le libertà tradizionalmente godute nell'ex colonia britannica. Questa mossa potrebbe anche aumentare i rischi legali per i giganti della tecnologia globale, come Google e Meta Platforms Inc. , che in precedenza hanno superato le richieste di censura della Cina uscendo dal mercato. Mentre Hong Kong si avvicina sempre più all’attuazione della controversa legge sulla sicurezza, le implicazioni per la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni rimangono una preoccupazione urgente sia per i residenti che per gli osservatori di tutto il mondo.