L'inviato dell'UE esorta il Kosovo e la Serbia a riprendere il dialogo

21-10-2023
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L'inviato dell'UE esorta il Kosovo e la Serbia a riprendere il dialogo
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (non raffigurato) accoglie il rappresentante speciale dell'UE per il dialogo Belgrado-Pristina Miroslav Lajcak alla conferenza sui Balcani occidentali presso la Cancelleria a Vienna, Austria, il 18 giugno 2021.
REUTERS/Lisi Niesner/File photo
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A seguito dei violenti scontri del mese scorso nel nord del Kosovo, Miroslav Lajcak, inviato speciale dell'Unione europea, ha invitato la Serbia e il Kosovo a tornare al tavolo dei negoziati. Lajcak ha espresso preoccupazione per l'escalation della tensione tra Belgrado e Pristina da quando i serbi armati hanno preso d'assalto il villaggio di Banjska, barricandosi in un monastero serbo-ortodosso. L'incidente ha provocato una sparatoria, provocando la morte di tre aggressori e di un agente di polizia del Kosovo. Nel tentativo di evitare che simili violenze si ripetano, Lajcak ha sottolineato l'importanza del dialogo durante un incontro con il primo ministro del Kosovo Albin Kurti.

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Il recente scontro a fuoco a Banjska ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale sulla stabilità del Kosovo. La nazione a maggioranza etnica albanese ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, a seguito di una rivolta di guerriglia e dell’intervento della NATO nel 1999. Lajcak, accompagnato dai rappresentanti di Francia, Germania, Italia e dall'inviato speciale degli Stati Uniti per i Balcani occidentali, Gabriel Escobar, ha visitato la regione per valutare la situazione. Successivamente la delegazione ha avuto un colloquio con il presidente serbo Aleksandar Vucic per sottolineare la necessità del dialogo per il futuro sia della Serbia che del Kosovo.

Lajcak ha ribadito che la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina è essenziale per il futuro europeo di entrambe le nazioni. Il dialogo tra i due sarà un punto focale durante il prossimo incontro dei ministri degli Esteri dell’UE di lunedì. Tuttavia, la situazione rimane controversa poiché circa 50.000 serbi residenti nel nord del Kosovo non riconoscono l'autorità di Pristina e considerano Belgrado la loro capitale. Gli scontri passati con la polizia del Kosovo e le forze di pace internazionali sono stati un problema ricorrente, ma la violenza del mese scorso ha segnato una significativa escalation.

Lajcak ha esortato Pristina a lavorare per creare un'associazione di comuni serbi, offrendo maggiore autonomia alle aree a maggioranza serba. Tuttavia, Kurti ha respinto la proposta, temendo che potesse portare alla secessione e alla possibile unificazione con la Serbia. Nel frattempo, le autorità di Pristina hanno accusato Belgrado di sostenere e armare i combattenti serbi a Banjska, affermazione che le autorità serbe hanno negato con veemenza.

Per evitare un'ulteriore escalation del conflitto, Lajcak ha invitato Belgrado a indagare a fondo sugli eventi di Banjska e ad assicurare alla giustizia tutti i responsabili. La Serbia, pur continuando a rifiutarsi di riconoscere l'indipendenza del Kosovo, lo considera ancora parte del suo territorio. La situazione rimane delicata e una soluzione pacifica attraverso il dialogo e la negoziazione è fondamentale per la stabilità della regione.