Il cambiamento climatico accelera la trasformazione dell’Artico

12-12-2023
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Il cambiamento climatico accelera la trasformazione dell’Artico
Orsi polari vicino alle Svalbard, in Norvegia, il 15 luglio.
ebnem Coskun/Anadolu Agency/Getty Images
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Secondo l'Arctic Report Card recentemente pubblicata, nel 2023 la regione artica ha vissuto l'estate più calda mai registrata, superando il precedente record stabilito nel 2016. La temperatura media durante l'estate ha raggiunto i 6. 4°C (43. 5°F), mezzo grado in più rispetto al record precedente. Il rapporto di quest’anno evidenzia la continuazione e, in alcuni casi, l’accelerazione delle tendenze che rimodellano l’Artico a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

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Una delle tendenze più preoccupanti è la riduzione del ghiaccio marino. L’Artico ha registrato la sesta estensione di ghiaccio marino più bassa da quando sono iniziate le registrazioni satellitari nel 1979. In effetti, negli ultimi 17 anni si sono verificate le 17 estensioni più basse mai registrate di ghiaccio marino artico. La riduzione del ghiaccio marino non solo influisce sulla biodiversità e sugli ecosistemi della regione, ma amplifica anche il riscaldamento globale. Man mano che il ghiaccio marino diminuisce, meno luce solare viene riflessa nello spazio, portando ad un aumento del riscaldamento del pianeta.

Un altro dato allarmante è l'aumento delle temperature nell'Artico. La temperatura media annuale dell'aria superficiale nella regione era 0. 7°C in più rispetto alla media 1991-2020. Dal 1940, le temperature sono aumentate di un quarto di grado Celsius ogni decennio. Questa tendenza al riscaldamento sta influenzando i principali fiumi che sfociano nei mari artici, aumentandone la temperatura superficiale e portando allo scioglimento di una quantità ancora maggiore di ghiaccio marino.

Inoltre, il paesaggio artico sta subendo profondi cambiamenti a causa della perdita del permafrost vicino alla superficie. Le frane e i crolli causati dallo scioglimento del permafrost stanno depositando grandi quantità di materiali nei fiumi, nei laghi e nei mari. In alcune aree, come l’arcipelago artico canadese e la Siberia occidentale, la superficie della Terra, un tempo stabile, sta subendo trasformazioni drammatiche, somigliando a un paesaggio malato.

Il rapporto sottolinea anche l'importanza di rendere più verde l'Artico. Il verde della tundra ha raggiunto il terzo livello più alto in 24 anni di registrazioni satellitari. Lo scioglimento precoce del ghiaccio marino crea un clima più moderato e marittimo, favorendo la crescita di arbusti e piccoli alberi nelle aree precedentemente coperte di licheni. Questa trasformazione può avere effetti a cascata sulla catena alimentare e sui mezzi di sussistenza delle comunità indigene che dipendono dalla fauna selvatica come i caribù.

Inoltre, l'Artico sta sperimentando cambiamenti nei suoi ecosistemi marini. Le alghe marine, comprese le fioriture algali dannose, prosperano nella regione, in particolare nell’Artico eurasiatico e nel Mare di Barents, a causa delle temperature più calde. Queste fioriture rappresentano una minaccia per la salute umana e dell’ecosistema.

Gli impatti del cambiamento climatico non si limitano al solo Artico. Il rapporto evidenzia l’interconnessione dei sistemi ambientali, con il riscaldamento dell’Artico che contribuisce a eventi ad alto impatto altrove. Ad esempio, gli incendi da record osservati in Canada quest’estate sono stati alimentati dalla tendenza al riscaldamento a lungo termine e dagli effetti ambientali a cascata.

L'Arctic Report Card sottolinea il ruolo fondamentale delle comunità indigene nel mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. Identifica inoltre le aree che richiedono ricerche urgenti, come il permafrost sottomarino, che contiene notevoli quantità di metano e potrebbe avere implicazioni per il sequestro del carbonio.

In conclusione, i segni vitali dell'Artico continuano a segnalare un ambiente in rapido cambiamento a causa del cambiamento climatico. Le temperature da record, lo scioglimento dei ghiacci marini, i paesaggi mutevoli e gli ecosistemi alterati sottolineano l’urgente necessità di un’azione collettiva per affrontare i fattori trainanti della trasformazione dell’Artico e mitigarne le conseguenze di vasta portata.