Ursula von der Leyen, l'attuale capo della Commissione europea, ha posto una rinnovata enfasi sul rafforzamento delle capacità di difesa dell'Unione europea come tema centrale nella sua campagna per un secondo mandato alla guida del braccio esecutivo del blocco. Questo cambiamento arriva in un momento critico per l’UE, con sfide che vanno dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia allo spettro incombente di un potenziale ritorno al potere dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Durante un recente incontro a Berlino, von der Leyen si è assicurata l'appoggio unanime del suo partito di centrodestra CDU, delineando priorità chiave come il rafforzamento del settore della difesa e l'attuazione di controlli più severi sull'immigrazione priva di documenti nell'UE. "Dobbiamo espandere le capacità di difesa dell'Europa, concentrandoci principalmente sul rafforzamento della base industriale", ha sottolineato von der Leyen ai membri del suo partito.
Mentre si candida per un altro mandato quinquennale, von der Leyen si trova ad affrontare un panorama politico in evoluzione all'interno dell'UE, segnato dall'ascesa delle forze populiste e di estrema destra in vista delle imminenti elezioni del Parlamento europeo. Con il Partito popolare europeo di centrodestra che dovrebbe prevalere alle elezioni, von der Leyen si posiziona come favorita per mantenere la sua posizione alla guida della commissione. Tuttavia, garantire il sostegno necessario da parte dei leader dell’UE e affrontare le complessità di un Parlamento europeo frammentato rimangono sfide formidabili per la sua candidatura alla rielezione.
Von der Leyen, nata a Bruxelles, politica esperta e ministro di lunga data sotto la cancelliera tedesca Angela Merkel, è pronta a spostare la sua attenzione legislativa dal Green Deal alle questioni di sicurezza, difesa, migrazione e L’ambizione dell’UE di ridurre la dipendenza dall’ombrello militare statunitense, contrastare l’aggressione russa e affrontare le tensioni commerciali con la Cina sottolinea l’importanza di rafforzare le capacità di difesa del blocco.
La proposta di Von der Leyen di nominare un commissario dedicato alla difesa, come presentata alla recente Conferenza sulla sicurezza di Monaco, indica il suo impegno nel promuovere riforme all'interno dell'industria della difesa. Inoltre, il suo team sta elaborando una strategia di sicurezza economica volta a regolamentare l’esportazione di beni a duplice uso, esaminando gli investimenti in tecnologie critiche e controllando i flussi di capitale in uscita. La potenziale emissione di 100 miliardi di euro in eurobond per sostenere l’industria della difesa del continente evidenzia la spinta dell’UE per una maggiore autonomia in questo ambito.
Di fronte alle crescenti sfide, tra cui l'attuazione del fondo di ripresa da 800 miliardi di euro, l'avanzamento del Green Deal e la gestione delle incertezze geopolitiche che circondano le imminenti elezioni statunitensi, il secondo mandato di von der Leyen richiederebbe competenze adeguate. Sebbene sia lodata per aver proiettato una forte immagine europea sulla scena globale, i critici la spingono a decentralizzare l’autorità e a impegnarsi più attivamente con i suoi commissari. Mentre si muove in un panorama politico complesso e spinge per obiettivi politici ambiziosi, la leadership di von der Leyen in un potenziale secondo mandato rimane fondamentale per modellare la futura traiettoria dell’UE.


