Nel contesto delle crescenti proteste studentesche contro il sistema di quote di lavoro del governo, il Bangladesh è sull'orlo della chiusura completa delle reti di trasporto e delle imprese a partire da giovedì. Gli organizzatori della protesta hanno chiesto la chiusura totale di tutte le strutture, ad eccezione degli ospedali e dei servizi di emergenza, con il divieto di circolazione di tutti i veicoli sulle strade.
Le manifestazioni, diventate sempre più violente, hanno visto martedì scontri con la polizia e sostenitori del governo che hanno provocato sei morti e numerosi feriti. I manifestanti chiedono l’abolizione del sistema delle quote di lavoro, che riserva il 30% dei posti di lavoro statali ai familiari dei veterani della guerra d’indipendenza del 1971.
I disordini hanno portato alla chiusura di università pubbliche e private, mentre i negozi sono stati chiusi e sulle strade della capitale sono stati visti solo pochi autobus e risciò. Enti internazionali, come l’ambasciata americana e l’Alta Commissione indiana, hanno chiuso i loro uffici e centri visti, avvertendo della situazione instabile.
Il primo ministro Sheikh Hasina, di fronte a una pressione crescente, ha esortato gli studenti ad avere fiducia nel processo giudiziario laddove è in esame un caso contro il sistema delle quote. Ha anche promesso di indagare a fondo sulle violenze e di punire i responsabili.
In risposta alle proteste, il governo ha rafforzato le misure di sicurezza in tutto il Paese, schierando truppe paramilitari insieme alla polizia. I manifestanti, spinti da preoccupazioni di favoritismo ed esclusione nel mercato del lavoro, sono irremovibili nel sostituire il sistema delle quote con uno basato sul merito.
Con la nazione in difficoltà e l'economia già sotto pressione a causa della pandemia, queste proteste rappresentano una sfida significativa per il governo di Hasina che è alle prese con turbolenze interne mentre cerca assistenza finanziaria esterna. Le manifestazioni hanno ora raccolto il sostegno del principale partito di opposizione, aggiungendo ulteriore complessità al panorama politico del Bangladesh.
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