Il governo del Kosovo ha compiuto una mossa coraggiosa chiudendo più di due dozzine di istituzioni gestite dai serbi sul suo territorio, causando potenziali tensioni nella nazione balcanica poche settimane prima delle cruciali elezioni parlamentari. Le chiusure hanno colpito gli uffici comunali e le strutture fiscali in 10 località, evidenziando la determinazione del governo a smantellare quelle che ha definito strutture "criminali e illegali" nelle aree a maggioranza serba.
Il ministro degli Interni Xhelal Svecla ha sottolineato la necessità di porre fine all'esistenza delle istituzioni serbe parallele in Kosovo, riferendosi alle 28 strutture prese di mira. Questa decisione ha innescato una reazione rapida e intensa da parte del governo serbo, aggravando ulteriormente le tensioni che erano andate crescendo dopo una sparatoria mortale oltre confine nel 2023 che costò la vita a un agente di polizia del Kosovo. Le chiusure hanno anche posto le basi per le prossime elezioni del 22 febbraio. 9, dove il primo ministro Albin Kurti è in lizza per una proroga del suo mandato.
L'anno scorso, l'amministrazione Kurti ha avviato iniziative per chiudere gli uffici serbi nel nord del Kosovo e limitare l'uso del dinaro serbo, attirandosi le critiche degli Stati Uniti e dell'UE per aver potenzialmente alimentato le tensioni etniche. L'UE ha espressamente espresso preoccupazione per gli obblighi del Kosovo nel processo di normalizzazione con le azioni intraprese durante la campagna elettorale, che potrebbero influenzare il suo percorso verso l'adesione all'UE.
Il governo serbo ha accusato Kurti di sfruttare queste chiusure per guadagni politici e di mettere a repentaglio il dialogo in corso tra Kosovo e Serbia. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha parlato apertamente delle pressioni di Kurti sulla comunità serba affinché lasci il Kosovo e ha chiesto l'applicazione di un accordo mediato dall'UE che garantisca l'autonomia alla comunità serba.
Nonostante le tensioni, le autorità del Kosovo hanno difeso la chiusura delle istituzioni gestite dai serbi come necessaria per affermare il controllo statale. Le prossime elezioni vedranno il Movimento di Autodeterminazione di Kurti difendere la propria maggioranza nell'assemblea, oltre ad altri partiti in competizione per i seggi riservati alle minoranze, tra cui la Lista serba sostenuta da Belgrado.
Le tensioni persistono nel nord del Kosovo in seguito all'attacco del 2023, con Kurti che chiede la consegna di un individuo che ha rivendicato la responsabilità dell'aggressione. Alla luce di questi sviluppi, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato l'impegno dell'organizzazione a garantire la stabilità durante le elezioni parlamentari del Kosovo, sottolineando l'importanza del mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.
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