L'opera d'arte della Gioconda rivela un segreto nascosto, trovato un composto raro

17-10-2023
PixelVortex
L'opera d'arte della Gioconda rivela un segreto nascosto, trovato un composto raro
Un nuovo studio ha trovato un raro composto nello strato di base della "Gioconda", formato da una combinazione di ossido di piombo e olio, e fornisce uno sguardo su una delle tecniche di pittura sperimentale di Leonardo da Vinci.
Aurelien Morissard/AP
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Leonardo da Vinci era un vero uomo del Rinascimento, rinomato per la sua abilità artistica, la sua mente inventiva e la curiosità scientifica. Ora, un nuovo studio suggerisce che il maestro artista potrebbe essere stato anche un chimico innovativo. Attraverso l'uso della diffrazione dei raggi X e della spettroscopia infrarossa, un team di scienziati provenienti da Francia e Gran Bretagna ha fatto una scoperta intrigante all'interno del famoso dipinto "Mona Lisa" di Leonardo da Vinci. Hanno rilevato la presenza di un raro composto minerale, gettando nuova luce sulle tecniche pittoriche dell'artista.

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Il composto, noto come plumbonacrite, è stato trovato nello strato di base della vernice, insieme al pigmento bianco di piombo e all'olio. Questo minerale, che si forma quando gli ossidi di piombo si combinano con il petrolio, era stato precedentemente identificato solo in opere di artisti del XVII secolo come Rembrandt. La sua presenza nella "Gioconda" suggerisce che da Vinci potrebbe essere stato il precursore di questa tecnica, aprendo inconsapevolmente un metodo di pittura che sarebbe stato impiegato dai futuri artisti.

Gilles Wallez, professore all'Università della Sorbona di Parigi e autore dello studio, sottolinea l'importanza di questa scoperta, affermando che tutto ciò che riguarda Da Vinci è intrinsecamente affascinante a causa della sua natura multidisciplinare. La mente curiosa di Da Vinci lo portò ad esplorare vari campi, dall'arte alla chimica e alla fisica. Queste scoperte indicano che non era solo un artista eccezionale ma anche uno sperimentatore lungimirante che si sforzava di espandere la conoscenza scientifica del suo tempo.

La "Gioconda", come molti altri dipinti del XVI secolo, è stata creata su un pannello di legno che richiedeva uno spesso strato di base. Nella loro analisi, i ricercatori hanno dedotto che da Vinci probabilmente mescolava polvere di ossido di piombo con olio di lino per produrre lo strato denso di vernice richiesto per lo strato iniziale. A sua insaputa, questo processo ha portato inavvertitamente alla formazione del raro composto plumbonacrite.

Lo studio della "Gioconda" rappresenta una sfida per i ricercatori poiché non possono prelevare campioni direttamente dall'opera d'arte, che è esposta in modo sicuro dietro un vetro al Louvre di Parigi. Tuttavia, utilizzando un microcampione ottenuto nel 2007 da un'area appena dietro il telaio, gli scienziati hanno utilizzato un acceleratore di particelle di sincrotrone all'avanguardia, consentendo loro di eseguire un'analisi molecolare dettagliata della composizione della vernice.

L'indagine si estende ulteriormente, poiché la stessa composizione chimica è stata scoperta nello strato di base del murale "L'Ultima Cena" di Leonardo da Vinci, anche se era dipinto su un muro. Il team ha esaminato una raccolta più ampia di campioni, 17 in totale, provenienti da scaglie di vernice che si erano naturalmente deteriorate nel tempo. Questi risultati sottolineano l'approccio coerente e le tecniche innovative di Da Vinci attraverso diversi mezzi.

Con meno di 20 dipinti conosciuti creati da Vinci durante la sua vita, ogni scoperta offre preziose informazioni sui metodi e sul processo creativo dell'artista. William Wallace, illustre professore ed esperto di storia dell'arte presso la Washington University di St. Louis, riconosce l'incessante sperimentazione di Da Vinci e la ricerca di tecniche non convenzionali per dare vita alle sue opere d'arte. Mentre i ricercatori continuano ad approfondire le sue opere, c'è la speranza che vengano alla luce ulteriori rivelazioni su questo straordinario artista.

L'ultimo studio non solo approfondisce la nostra comprensione del genio artistico di Da Vinci, ma mette anche in luce il suo spirito pionieristico e i suoi contributi nel campo della chimica. L'eredità di Leonardo da Vinci si estende ben oltre i suoi dipinti iconici, rivelando la portata sconfinata delle sue capacità intellettuali e creative.