L'industria cinese delle esportazioni si trova ad affrontare una sfida critica poiché una prolungata deflazione industriale minaccia la sopravvivenza dei piccoli esportatori cinesi. Le incessanti guerre dei prezzi e la contrazione della domanda sul mercato internazionale, insieme all’aumento dei tassi di interesse all’estero e al crescente protezionismo commerciale, hanno ridotto i margini di profitto in misura allarmante. Con i prezzi alla produzione in calo per 15 mesi consecutivi, la produzione industriale e i posti di lavoro dei piccoli esportatori sono ora a rischio, esacerbando i problemi economici della Cina che includono una crisi immobiliare e una stretta del debito.
Per Kris Lin, proprietario di una fabbrica di illuminazione in Cina, la difficile scelta tra accettare un ordine in perdita o dire ai lavoratori di non tornare dopo il Capodanno lunare evidenzia la terribile situazione in cui si trovano gli esportatori. Nonostante abbia pianificato di riavviare la sua fabbrica a metà capacità dopo le vacanze, Lin riconosce le conseguenze della perdita di un cliente, inclusi potenziali dubbi sulla sua attività e impatti negativi sulle decisioni dei fornitori. Con circa 180 milioni di persone occupate in posti di lavoro legati alle esportazioni, le implicazioni di una deflazione prolungata sono enormi.
Gli economisti avvertono che correggere la deflazione dovrebbe essere una priorità più alta rispetto al raggiungimento dell'obiettivo di crescita previsto di circa il 5% quest'anno. Il circolo vizioso inizia con la riduzione dei prezzi dei prodotti da parte delle aziende, seguita da una riduzione degli stipendi del personale, che alla fine porta a un calo della domanda dei consumatori. Per esemplificare la gravità della situazione, i profitti delle imprese industriali cinesi sono diminuiti2. 3% lo scorso anno, aggiungendosi al calo del 4% già interessato nel 2022. Inoltre, l’attività manifatturiera ha continuato a contrarsi per il quarto mese consecutivo a gennaio, con gli ordini di esportazione in contrazione per il decimo mese.
L'impatto del rallentamento delle esportazioni rende necessaria la necessità di misure alternative per raggiungere l'obiettivo di crescita. Gli analisti sottolineano l'urgenza di stimolare i consumi delle famiglie per riequilibrare la crescita. Pertanto, gli analisti ritengono che quanto più la crescita verrà riequilibrata, tanto più rapidamente si dissiperà la pressione al ribasso sui prezzi e sui margini. Tuttavia, l’attenzione della politica cinese si è concentrata sul settore manifatturiero, esacerbando il problema della sovraccapacità e i timori di deflazione, anche in settori in forte espansione come quello dei veicoli elettrici.
Gli esportatori più piccoli sono alle prese con una concorrenza sempre più intensa, spesso descritta come una "corsa al successo" in settori come quello degli stampi automobilistici. Mentre la banca centrale inietta liquidità nel sistema finanziario per stimolare la crescita, le imprese più piccole si ritrovano schiacciate dai rivali più grandi e non sono disposte a contrarre prestiti a causa del collegamento interrotto tra politica monetaria e finanziamento delle imprese. Gli investimenti delle società private, che forniscono la maggior parte dei posti di lavoro urbani, sono diminuiti dello 0. 4% nel 2022, mentre gli investimenti statali sono aumentati del 6. 4%.
L'ambiente difficile ha costretto i proprietari delle fabbriche a prendere in considerazione la possibilità di tagliare posti di lavoro, anche se sono riluttanti a farlo. La pressione per sopravvivere in questo mercato è intensa e alcune aziende sono sull’orlo della chiusura. Tuttavia, la lealtà verso i lavoratori e la consapevolezza della loro dipendenza dall’azienda hanno impedito ad alcuni proprietari di adottare misure drastiche. Ma l’incertezza incombe, lasciando molti proprietari di fabbriche incerti sulla loro sostenibilità nei prossimi anni.
La Cina ha già dovuto affrontare un timore deflazionistico nel 2015, che ha portato al ridimensionamento delle imprese statali nelle industrie primarie per ridurre l'offerta e stimolare al contempo la domanda attraverso le infrastrutture e la costruzione di immobili. Questa volta, il surplus risiede nel settore privato, in particolare nella produzione di elettronica, chimica e macchinari, che impiegano un gran numero di persone. Di conseguenza, gli sforzi per affrontare il problema dovrebbero concentrarsi principalmente sull’incremento della domanda.
Mentre la Cina affronta la crisi del suo settore di esportazione, trovare soluzioni al problema della deflazione diventa fondamentale. Il ruolo del governo nel riequilibrare la crescita, stimolare i consumi delle famiglie e affrontare le sfide affrontate dai piccoli esportatori determinerà la traiettoria del settore negli anni a venire. Nonostante gli ostacoli, c’è la speranza che la resilienza e la determinazione degli esportatori cinesi, insieme a misure politiche efficaci, possano superare questo periodo difficile e ripristinare la vitalità del settore.


