Il Senegal, noto come una delle democrazie più stabili dell'Africa occidentale, si trova ora ad affrontare una crisi costituzionale poiché i legislatori hanno votato per rinviare le elezioni e prolungare il mandato finale del presidente Macky Sall per quasi un anno. Questa mossa è stata etichettata dagli oppositori come un “colpo di stato costituzionale” e ha gettato un’ombra sulla reputazione del Paese. Con le azioni recenti, tra cui la detenzione di candidati presidenziali, l’arresto di parlamentari dell’opposizione e il blackout dell’internet mobile a livello nazionale, la situazione in Senegal sta diventando sempre più instabile.
La decisione di rinviare le elezioni presidenziali dal 25 febbraio al 15 dicembre è stata presa durante una sessione parlamentare in cui i deputati dell'opposizione sono stati allontanati con la forza dalle camere dopo aver tentato di bloccare i procedimenti. Ciò significa che il presidente Sall, il cui secondo e ultimo mandato avrebbe dovuto terminare il 2 aprile, resterà in carica finché non sarà al potere un successore. La proroga del suo mandato ha suscitato diffusa condanna e preoccupazione per l’erosione dei principi democratici.
Il motivo addotto dal presidente Sall per il ritardo delle elezioni è una controversia in seno al Consiglio costituzionale, l'organo giudiziario responsabile di determinare l'eleggibilità dei candidati. Il consiglio ha squalificato un candidato dell'opposizione, provocando accuse di corruzione e contestazioni da parte di altri candidati. Il presidente Sall sostiene che prima delle elezioni dovrà essere condotta un'inchiesta parlamentare. Tuttavia, il leader dell’opposizione Yassine Fall ha descritto la situazione come se il presidente Sall “mettesse il Paese su una strada pericolosa. "
La comunità internazionale ha espresso le sue preoccupazioni per la decisione. Gli Stati Uniti e la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale hanno chiesto di invertire il ritardo, mentre la Francia e l’Unione africana hanno sollecitato elezioni rapide. In particolare, questa incertezza politica ha anche scosso gli investitori, causando un calo degli eurobond del Senegal e sollevando preoccupazioni sugli afflussi di capitali e sulla fiducia degli investitori.
Il Senegal è stato a lungo considerato un faro di stabilità nella regione, con transizioni pacifiche di potere da quando ha ottenuto l'indipendenza. Tuttavia, dall’arresto del leader dell’opposizione Ousmane Sonko nel 2021, il paese è stato testimone di proteste sporadiche e sempre più violente. Il partito di Sonko è stato sciolto e le autorità sono state accusate di prendere di mira i suoi sostenitori. La situazione attuale è in netto contrasto con quella del 2012, quando il presidente Sall salì al potere sull’onda del malcontento nei confronti di un presidente che tentava un terzo mandato incostituzionale. Sorprendentemente, lo stesso Sall ha preso in considerazione l'idea di candidarsi per un terzo mandato l'anno scorso prima di fare un passo indietro e appoggiare un successore. Karim Wade, il candidato presidenziale squalificato, è il figlio dell'ex presidente e ha accusato anche il Consiglio costituzionale di corruzione.
Questa crisi in Senegal si aggiunge alla più ampia instabilità nell'Africa occidentale, con prese di potere militari e tentativi di colpo di stato che diventano fin troppo comuni. Mali, Guinea, Niger e Burkina Faso sono tutti sotto il governo militare e gli sforzi per ripristinare la democrazia hanno subito battute d’arresto. Il recente annuncio da parte di queste giunte di lasciare la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale ostacola ulteriormente la stabilità regionale. I critici sostengono che il blocco non è stato in grado di stabilizzare la regione a causa della presenza di regimi civili autoritari che non aderiscono agli ideali democratici.
Il presidente Sall, che in precedenza ha svolto un ruolo chiave negli sforzi per ripristinare la democrazia, potrebbe dover fare un passo indietro da questo ruolo a causa dell'attuale crisi. Le sue azioni hanno sollevato preoccupazioni sulla reputazione del Senegal come buona democrazia e potrebbero avere un impatto sulle ambizioni del paese in materia di petrolio e gas. Il Senegal, sul punto di diventare un importante produttore del settore, ha ottenuto investimenti e prestiti significativi. Tuttavia, le turbolenze politiche e l’incertezza potrebbero scoraggiare potenziali partner e ostacolare la crescita economica.
La situazione in Senegal è motivo di allarme, non solo all'interno del paese ma anche nella più ampia regione dell'Africa occidentale. È fondamentale che le norme democratiche e la stabilità siano rispettate e che sia esercitata una pressione internazionale per garantire lo svolgimento tempestivo ed equo delle elezioni. La risoluzione di questa crisi sarà vitale per la reputazione del Senegal, per i suoi cittadini e per il futuro della democrazia nella regione.


