La recente svolta di Huawei nella tecnologia dei chip ha dimostrato la determinazione e la capacità della Cina di contrastare le sanzioni statunitensi. La presentazione dello smartphone Mate 60 Pro, alimentato dal chip Kirin 9000s proprietario di Huawei, indica i progressi della Cina nello sviluppo di chip di fascia alta nonostante le maggiori restrizioni sull'accesso a strumenti avanzati per la produzione di chip.
Un'analisi di smontaggio condotta da TechInsights, un'azienda leader nel settore tecnologico, ha rivelato che il chip del Mate 60 Pro è stato prodotto da SMIC utilizzando una tecnologia avanzata da 7 nanometri (nm). Questo sviluppo dimostra la resilienza della Cina di fronte alle sfide e mette in mostra la capacità tecnologica del paese nel campo dei chip. Tuttavia, rappresenta anche una sfida geopolitica per i paesi che cercano di limitare l’accesso della Cina alle tecnologie di produzione critiche. Questo recente risultato potrebbe potenzialmente portare a restrizioni ancora più severe in futuro.
I risultati di TechInsights potrebbero innescare un'indagine da parte del Bureau of Industry and Security del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Potrebbe anche stimolare ulteriori dibattiti negli Stati Uniti riguardo all’efficacia delle attuali sanzioni e potenzialmente portare all’inclusione di sanzioni tecnologiche ancora più severe in un prossimo disegno di legge sulla concorrenza contro la Cina. Secondo gli analisti di Jefferies, l’escalation della guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina sembra inevitabile.
Huawei ha rifiutato di commentare la questione, mentre lo SMIC e il Consiglio di Stato cinese non hanno risposto alle richieste di commenti. SMIC, precedentemente nota per la produzione di chip utilizzando la tecnologia a 14 nm, è riuscita a produrre chip a 7 nm modificando i macchinari esistenti, poiché gli Stati Uniti gli hanno impedito di ottenere una macchina EUV da un'azienda olandese. Non è chiaro se Huawei abbia collaborato con SMIC o abbia acquistato da loro la tecnologia e le attrezzature necessarie.
Tuttavia, gli analisti rimangono cauti nel annunciare questo progresso come un grande trionfo. Il processo di produzione dei chip deve ancora affrontare sfide, tra cui un basso tasso di rendimento che aumenta i costi e i controlli sulle esportazioni imposti dai Paesi Bassi, limitando l'accesso di SMIC ai macchinari necessari. Alcune società di ricerca stimano che il processo a 7 nm di SMIC abbia un tasso di rendimento inferiore al 50%, ben al di sotto della norma del settore del 90% o superiore. Questa offerta limitata potrebbe ostacolare la capacità di Huawei di riconquistare il suo precedente dominio nel mercato degli smartphone.
Nel tentativo di mettersi al passo con gli Stati Uniti e altri rivali, la Cina sta pianificando di lanciare un nuovo fondo di investimento sostenuto dallo stato con l'obiettivo di raccogliere circa 40 miliardi di dollari per il suo settore dei chip, come riportato da Reuters. Tuttavia, è essenziale considerare gli elevati costi associati alla produzione di tecnologie controllate in Cina a causa delle sanzioni statunitensi. È probabile che il governo cinese fornisca sostegno finanziario per compensare questi costi.
Nel complesso, anche se il recente progresso della Cina nel settore dei chip rappresenta una pietra miliare significativa per il paese, permangono sfide quali i bassi tassi di rendimento e i controlli sulle esportazioni. Si prevede che gli Stati Uniti risponderanno con maggiore controllo, potenzialmente intensificando la guerra tecnologica in corso tra i due giganti economici. Il futuro del settore cinese dei chip dipenderà dalla sua capacità di superare queste sfide e competere su scala globale.


