Il presidente della Serbia Aleksandar Vucic sta cercando di rafforzare ulteriormente la sua presa sul potere nel paese attraverso elezioni parlamentari e locali che sono state rovinate da segnalazioni di gravi irregolarità. Si prevede che la sfida principale sarà tra il Partito progressista serbo (SNS) di Vucic e una coalizione centrista che mira a indebolire i populisti che governano il travagliato stato balcanico dal 2012.
La coalizione di opposizione Serbia contro la violenza, composta da vari partiti, rappresenta la sfida più significativa per il consiglio comunale di Belgrado. Una vittoria dell'opposizione nella capitale potrebbe intaccare seriamente la linea dura di Vucic nel paese, secondo gli analisti che seguono da vicino il panorama politico.
Dragan Djilas, leader della coalizione di opposizione, ha espresso fiducia nell'imminente cambiamento e ha sottolineato il suo impegno a difendere la volontà popolare attraverso mezzi democratici. Nella speranza di ottenere una svolta, l'opposizione vede queste elezioni come un momento cruciale per dare forma al futuro della Serbia.
Tuttavia, Vucic ha predetto con sicurezza una vittoria convincente, credendo che il suo partito al governo si avvicinerà alla maggioranza assoluta nelle elezioni parlamentari. Lui sostiene che un risultato del genere è vitale per la continua prosperità e il successo della Serbia.
Nonostante le speranze per elezioni giuste e trasparenti, numerose irregolarità sono state segnalate dagli osservatori elettorali e dai media indipendenti. Questi includono segnalazioni di individui non autorizzati ai seggi elettorali, casi di elettori corrotti e osservatori che subiscono attacchi durante le loro attività di monitoraggio. Il Centro per la ricerca, la trasparenza e la responsabilità, un gruppo indipendente, ha espresso seria preoccupazione per i trasferimenti organizzati di elettori dai paesi vicini a Belgrado. Hanno notato la concentrazione di veicoli che trasportano gli elettori ai seggi elettorali, suggerendo un potenziale gioco scorretto.
Anche i partiti filo-russi, i socialisti alleati di Vucic e altri gruppi di destra sono in corsa per seggi parlamentari e nei consigli locali. La campagna elettorale è stata segnata dal forte coinvolgimento di Vucic nonostante non si sia candidato. Le autorità, appoggiate dai media filogovernativi, hanno condotto una campagna a favore del partito al potere utilizzando l'immagine di Vucic, trasformando di fatto il voto in un referendum sulla sua leadership.
La Serbia ha dovuto affrontare accuse di erosione delle libertà e delle regole democratiche, anche se mantiene rapporti affettuosi con la Russia. Il paese è candidato all’adesione all’UE dal 2014. Tuttavia, le preoccupazioni per il consolidamento del potere di Vucic, le accuse di abusi elettorali e i tentativi di manipolare il voto hanno sollevato dubbi sull’impegno del Paese nei confronti dei principi democratici.
I critici sostengono che Vucic abbia indetto queste elezioni anticipate per consolidare la sua presa sul potere, soprattutto sulla scia delle proteste di massa innescate da due sparatorie consecutive all'inizio di quest'anno. Anche l’aumento dell’inflazione e la diffusa corruzione hanno alimentato il malcontento pubblico. Inoltre, Vucic ha dovuto affrontare reazioni negative per la sua gestione della crisi in Kosovo, un’ex provincia serba che ha dichiarato l’indipendenza nel 2008.
Mentre le elezioni volgevano al termine, resta da vedere se Vucic riuscirà a consolidare ulteriormente il suo potere o se la coalizione di opposizione riuscirà a ottenere guadagni significativi in parlamento e nel consiglio comunale. L'esito delle elezioni avrà senza dubbio un profondo impatto sul panorama politico della Serbia e sulla sua direzione futura.


