La Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito ha identificato cinque banche che ritiene abbiano violato le regole della concorrenza nel mercato obbligazionario del Regno Unito. Deutsche Bank e Citigroup, due delle cinque banche sotto inchiesta da parte della CMA, hanno ammesso di aver intrapreso attività anticoncorrenziali quando si sono scambiate informazioni sensibili sui titoli di stato del Regno Unito tra il 2009 e il 2013.
Durante quel periodo, Deutsche Bank e Citigroup avrebbero condiviso informazioni sull'acquisto e la vendita di titoli di stato del Regno Unito, inclusi gilt e gilt asset swap. La CMA ha etichettato queste attività come "molto serie" ed ha espresso preoccupazione per la possibilità che avrebbero potuto negare ai contribuenti, ai risparmiatori delle pensioni e alle istituzioni finanziarie i vantaggi della piena concorrenza.
HSBC, Royal Bank of Canada e Morgan Stanley sono le restanti banche oggetto di indagine da parte della CMA. Il regolatore ha scoperto che queste banche sarebbero state coinvolte nella condivisione di informazioni in conversazioni individuali tra trader nelle chatroom di Bloomberg dopo la crisi finanziaria globale del 2008. Tuttavia, nonostante le accuse mosse contro di loro, nessuna di queste banche ha ammesso alcun illecito.
La CMA non ha ancora determinato se vi siano prove sufficienti di una violazione del diritto della concorrenza per intraprendere azioni esecutive contro una qualsiasi delle banche. Il regolatore intende prendere in considerazione ulteriori rimostranze da parte delle banche prima di emettere eventuali sanzioni pecuniarie. Fino ad allora, la CMA ha messo in guardia dal presumere che una qualsiasi delle banche abbia infranto la legge.
Deutsche Bank e Citigroup, che hanno entrambe ammesso attività non competitive, hanno raggiunto accordi con la CMA e potrebbero ricevere uno sconto su eventuali sanzioni emesse se i risultati provvisori fossero confermati. Al contrario, HSBC, Morgan Stanley e Royal Bank of Canada non sono d'accordo con i risultati provvisori della CMA. Continuano a contestare le accuse e sono in attesa della decisione finale della CMA.
L'indagine della CMA ha evidenziato il pericolo di condividere informazioni sensibili senza previa autorizzazione. Tali attività non solo violano le regole della concorrenza, ma possono anche negare ai clienti e alle parti interessate i vantaggi della piena concorrenza, compresa la riduzione al minimo dei costi di prestito. I risultati della CMA potrebbero avere implicazioni significative per le banche coinvolte, dimostrando la necessità di prendere sul serio la conformità e di mettere in atto salvaguardie per prevenire pratiche anticoncorrenziali.


