Il governo sudafricano ha annunciato l'intenzione di vietare la creazione di nuovi allevamenti di leoni nel tentativo di chiudere questo controverso settore. Migliaia di grandi felini predatori sono stati allevati e tenuti in cattività, ma ora il Paese sta prendendo posizione contro questa pratica. Barbara Creecy, ministro delle Foreste, della Pesca e dell'Ambiente, ha dichiarato che il pubblico avrà 30 giorni per commentare il divieto proposto.
Questa mossa arriva dopo anni di dibattito sull'allevamento dei leoni in cattività a fini di caccia. Il Sudafrica ora punta anche a porre fine al commercio di ossa di leone verso il sud-est asiatico, dove si ritiene possiedano proprietà medicinali. Creecy sottolinea la necessità di misure adeguate per prevenire la creazione di nuove strutture in cattività mentre si sviluppano politiche, strategie e leggi per eliminare gradualmente l’industria dei leoni in cattività.
Una delle principali preoccupazioni alla base di questa decisione è il danno che l'allevamento in cattività dei leoni e l'uso dei cuccioli per accarezzare le strutture espositive possono avere sull'ecoturismo e sull'industria della caccia del Sud Africa. La pubblicità negativa associata a queste pratiche ha portato a una significativa protesta da parte dei gruppi per i diritti degli animali, che hanno condotto una campagna contro di loro.
In un recente studio condotto dall'Università di Oxford e dall'Endangered Wildlife Trust del Sud Africa, è emerso che i leoni sono ora confinati in soli 25 paesi africani, con una popolazione stimata tra 20.000 e 25.000 leoni. Ciò evidenzia l’urgenza di agire per proteggere questa specie iconica.
Vietando la creazione di nuovi allevamenti di leoni, il Sudafrica sta compiendo un passo significativo verso la conservazione e affrontando le preoccupazioni etiche che circondano l'industria dei leoni in cattività. Si prevede che questa mossa avrà un impatto positivo sul settore dell’ecoturismo del paese, salvaguardando al tempo stesso il futuro della popolazione dei leoni in Africa.


