Secondo gli ultimi risultati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di un team di ricercatori internazionali, la prevalenza globale dell'obesità ha superato il miliardo di individui. Questa statistica allarmante evidenzia la significativa crisi sanitaria posta dall’obesità, che ora è più diffusa della sottoalimentazione nella maggior parte dei paesi del mondo, comprese molte nazioni a basso e medio reddito. Majid Ezzati, professore all’Imperial College di Londra e autore senior del rapporto pubblicato su The Lancet, ha sottolineato l’incredibile numero di individui alle prese con l’obesità.
La ricerca, che si basa su dati provenienti da oltre 220 milioni di individui in 190 paesi, indica che mentre i tassi di obesità potrebbero stabilizzarsi in alcune nazioni ricche, stanno rapidamente aumentando in altre regioni. Lo studio sottolinea anche la persistente sfida rappresentata dalle popolazioni sottopeso in vari paesi, che porta a quello che gli esperti chiamano il “doppio carico” della malnutrizione. Francesco Branca, responsabile della nutrizione dell'Oms, ha sottolineato che l'obesità non è più solo un problema delle società ricche, ma è una questione globale, che colpisce diverse popolazioni in tutto il mondo.
L'analisi ha rivelato un forte aumento dei tassi di obesità tra i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 5 e 19 anni, più che quadruplicati rispetto al 1990. Nel frattempo, la percentuale di individui sottopeso è diminuita significativamente nello stesso periodo. Ezzati ha espresso grave preoccupazione per la crescente tendenza all’obesità tra i bambini, che aggrava ulteriormente le sfide sanitarie esistenti affrontate da milioni di persone che ancora non hanno accesso a un’alimentazione adeguata.
Mentre il grave sottopeso comporta rischi per lo sviluppo e la sopravvivenza dei bambini, l'obesità è associata a numerose gravi condizioni di salute, tra cui diabete, malattie cardiache e disturbi renali. Il fenomeno del “doppio onere” è più pronunciato in diversi paesi a basso e medio reddito in regioni come i Caraibi e il Medio Oriente, dove i tassi di obesità ora superano quelli di molte nazioni ad alto reddito. Tuttavia, ci sono indicazioni che alcuni paesi europei, come la Spagna, potrebbero assistere a una stabilizzazione o a una riduzione dei tassi di obesità.
Per affrontare la crescente crisi dell'obesità, il direttore generale dell'OMS, Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sottolineato l’importanza di attuare misure come la tassazione dei prodotti ad alto contenuto di zucchero e la promozione di diete sane nelle scuole. Inoltre, la collaborazione con il settore privato è essenziale per ritenerlo responsabile dell’impatto sulla salute dei suoi prodotti. Sebbene i nuovi farmaci per l’obesità come Wegovy e Mounjaro si mostrino promettenti, l’accessibilità e la convenienza rimangono sfide chiave che potrebbero aggravare ulteriormente le disuguaglianze esistenti.
Nonostante alcune limitazioni dello studio, come la mancanza di dati post-pandemia e l'uso del BMI come misura imperfetta dell'obesità, questi risultati della ricerca forniscono una visione cruciale del panorama sanitario globale. Con i tassi di obesità in aumento e la duplice sfida della malnutrizione che persiste in molte regioni, sono necessari sforzi urgenti e collaborativi per affrontare questa crisi sanitaria dalle molteplici sfaccettature.


