In uno sviluppo significativo, la Corte costituzionale tailandese ha accettato di esaminare una petizione presentata da un gruppo di senatori volta a rimuovere il primo ministro Srettha Thavisin per motivi etici. La decisione della Corte consente al Primo Ministro di continuare a svolgere le sue funzioni fino a quando non verrà presa una decisione sul caso.
La petizione, presentata da 40 senatori, mette in dubbio la decisione di Srettha di nominare Pichit Chuenban ministro, citando una violazione degli standard etici delineati nella costituzione. Nonostante un voto di sei voti a tre a favore della rimozione di Srettha dal suo incarico, durante il procedimento è stata presa una decisione di cinque contro quattro contro la sospensione delle sue funzioni. A Srettha è stata concessa una finestra di 15 giorni per presentare la sua difesa dopo essere stata formalmente informata della decisione della corte.
Pichit, ex avvocato dell'influente famiglia Shinawatra, è stato nominato ministro nell'ufficio del primo ministro in un recente rimpasto. Tuttavia, la sua nomina è stata messa in discussione dal gruppo di senatori, sostenendo che non possedeva i requisiti necessari per la carica. In risposta, Pichit si è dimesso dal suo incarico per proteggere Srettha da potenziali ripercussioni legali, assolvendosi così da ulteriori controlli sul caso.
Sebbene la decisione della corte di non sospendere le funzioni di Srettha gli garantisca un sollievo temporaneo, il processo imminente rappresenta un nuovo ostacolo per il governo di coalizione guidato dal partito Pheu Thai. Questo governo è stato formato in seguito all’interferenza del Senato nominato dai militari, che ha impedito al legittimo vincitore delle precedenti elezioni generali di assumere il potere.
Gli analisti suggeriscono che l'accettazione del caso riflette il malcontento all'interno dell'establishment politico riguardo all'alleanza tra le fazioni conservatrici e il partito Pheu Thai. Srettha, attualmente in Giappone, ha espresso la volontà di collaborare con il consulente legale per preparare la sua dichiarazione di difesa al suo ritorno.
La controversia che circonda Srettha si inserisce in un contesto di sfide economiche, con la Thailandia che fatica a superare un tasso di crescita annuo inferiore al 2%, restando indietro rispetto alle sue controparti regionali. Inoltre, i suoi conflitti con la banca centrale hanno turbato i mercati, poiché fa pressione sulla banca affinché abbassi i tassi di interesse.
Parallelamente agli eventi passati, il predecessore di Srettha ha dovuto affrontare una sospensione dalle funzioni da parte dello stesso tribunale per preoccupazioni di violazione dei limiti di mandato. Alla fine, la corte si è pronunciata a suo favore, permettendogli di riprendere le sue funzioni. Mentre Srettha affronta questo dilemma etico, sia lui che la sua amministrazione si preparano per i procedimenti legali che lo attendono.


