Il governo francese ha annunciato piani per rafforzare le misure di controllo sugli investimenti esteri nelle imprese francesi al fine di salvaguardare le industrie strategiche e le tecnologie cruciali. Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha sottolineato la necessità di espandere i settori coperti da queste norme per includere le aziende coinvolte nell’estrazione e nella lavorazione di materie prime critiche. Inoltre, i controlli saranno estesi alle filiali francesi delle imprese straniere, impedendo così agli acquirenti di aggirare i controlli necessari.
Le Maire, nel suo primo discorso dopo la pausa estiva, ha sottolineato il crescente potenziale per le entità straniere di sfruttare le tecnologie e il know-how francesi. Questo passaggio verso normative più severe avviene nel momento in cui il presidente Emmanuel Macron esorta l’Europa a lottare per una maggiore autosufficienza a seguito degli impatti della pandemia di Covid-19 e dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Inoltre, diversi paesi europei, tra cui la Francia, stanno rivalutando le proprie catene di approvvigionamento e ripensando la produzione di attrezzature e tecnologie chiave all’interno della regione.
L'anno scorso, la commissione responsabile della revisione degli investimenti esteri in Francia ha esaminato 325 dossier, un aumento significativo rispetto ai 137 del 2017. Le Maire ha inoltre ribadito che resterà in vigore la soglia che attiva i controlli sulle partecipazioni extraeuropee in società strategiche, ridotta al 10% nel 2020 dal precedente livello del 25%.
Contrariamente alle accuse di protezionismo, gli esperti sostengono che tali misure mirano a proteggere gli interessi di sicurezza nazionale. Pascal Bine, partner di Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom LLP, ha osservato che paesi come Francia, Regno Unito, Germania e Italia hanno tutti implementato strumenti più efficaci per regolare gli investimenti esteri senza danneggiare in modo significativo le loro economie. Ad esempio, gli Stati Uniti, che hanno le maggiori restrizioni sugli investimenti esteri, rimangono una destinazione attraente per tali investimenti.
La mossa per rafforzare le normative sugli investimenti esteri fa seguito ai recenti sforzi della Francia per impedire l'acquisizione di società nazionali da parte di entità straniere. Ad esempio, il governo francese sta cercando modi per impedire che Velan SAS, un fornitore francese di parti di reattori nucleari, cada nelle mani di una società statunitense. Tentativi simili sono stati fatti in passato, come quando il governo francese si è opposto all'acquisizione di Carrefour SA da parte della canadese Alimentation Couche-Tard Inc.
Infine, nel suo discorso, Le Maire ha sottolineato che la Francia non può investire in tecnologie all'avanguardia e nella formazione dei suoi migliori scienziati, solo per vederseli rubati. Le normative rafforzate mirano a garantire la protezione delle industrie strategiche e a salvaguardare le tecnologie vitali dal potenziale sfruttamento da parte di investitori stranieri.


