I pericoli nascosti dell'abbigliamento da allenamento: i tuoi vestiti o la tua attrezzatura da yoga ti mettono a rischio

16-08-2023
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I pericoli nascosti dell'abbigliamento da allenamento: i tuoi vestiti o la tua attrezzatura da yoga ti mettono a rischio
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Nel 2022, un'allarmante scoperta del Center for Environmental Health (CEH) ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei famosi marchi di abbigliamento sportivo. Testando vari reggiseni sportivi, leggings e magliette sportive, il gruppo di difesa dei consumatori senza scopo di lucro ha rilevato alti livelli di bisfenolo A (BPA) nei prodotti venduti da Athleta, PINK, The North Face, Nike, Patagonia e altri noti marchi. Questa rivelazione è arrivata solo un anno dopo che il CEH aveva riportato alti livelli di BPA in calze di oltre 100 marche diverse. Comprensibilmente, queste informazioni si sono diffuse rapidamente attraverso i gruppi di donne e le chat di gruppo, lasciando molti consumatori a chiedersi quanto dovrebbero essere preoccupati. La risposta, secondo gli esperti, è molto preoccupata.

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Il BPA, un interferente endocrino, è noto per imitare o interferire con gli ormoni del corpo. Il sistema endocrino, che regola varie funzioni vitali nel corpo, come la riproduzione, la risposta immunitaria, il metabolismo e la salute cardiovascolare, può essere gravemente colpito da tali interruzioni. Dall'infertilità e dai disturbi cerebrali nei neonati e nei bambini al cancro al seno, all'endometriosi e persino all'acne, ci sono prove evidenti che collegano l'esposizione al BPA a numerosi problemi di salute.

Il BPA non è l'unica sostanza chimica pericolosa presente nei prodotti di moda. I bisfenoli S e F, cugini stretti del BPA, vengono sempre più utilizzati come alternative. Piombo, mercurio, arsenico, alchilfenoli etossilati (APEO), sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) e ftalati sono altre sostanze chimiche problematiche utilizzate nella produzione di abbigliamento e accessori. Gli interferenti endocrini possono essere trovati in quasi tutti i prodotti di moda testati, chiarendo che non si tratta di un problema isolato.

Diversi test e studi hanno rivelato la presenza di sostanze chimiche tossiche nei vestiti. H&M e IKEA, ad esempio, hanno testato capi di abbigliamento di seconda mano raccolti in tutto il mondo e hanno scoperto APEO in quasi tutti i campioni di lana. La Canadian Broadcasting Corporation (CBC) ha testato capi di abbigliamento, compreso l'abbigliamento per bambini, e ha trovato livelli elevati di tossine come piombo, PFAS e ftalati in un articolo su cinque, in particolare quelli dei marchi di moda ultra-veloce Zaful, AliExpress e Shein.

Mentre alcuni professionisti del settore respingono questi test come allarmismo o sostengono che i livelli di sostanze chimiche rientrano nei limiti legali, la verità è che molti limiti stabiliti dal settore sono volontari e basati su dati scientifici discutibili. Inoltre, il concetto di una dose "sicura" di interferenti endocrini è messo in discussione dai ricercatori che ritengono che anche piccoli cambiamenti nei livelli ormonali possano avere effetti drastici.

La ricerca mostra che queste sostanze chimiche dannose possono attraversare la placenta e avere un impatto duraturo sugli embrioni, anche a concentrazioni estremamente basse. Ad esempio, il PFAS è stato trovato nelle mutandine mestruali ed è stato collegato a obesità, problemi di sviluppo, danni al fegato e diversi tipi di cancro. I segni di problemi di salute riproduttiva e disturbi del sistema endocrino stanno diventando sempre più evidenti, con tassi più elevati di ridotta riserva ovarica, aumento degli aborti spontanei, diminuzione del numero di spermatozoi e pubertà precoce nelle ragazze.

Per proteggerci dagli interferenti endocrini nell'abbigliamento, ci sono diverse strategie che possiamo adottare. Si consiglia di evitare finiture performanti come trattamenti antimacchia e resistenti all'acqua, che spesso comportano l'uso di PFAS. Anche la scelta di materiali naturali rispetto a quelli sintetici, come il cotone anziché le miscele di poliestere, può aiutare a ridurre l'esposizione. È importante evitare prodotti in PVC e marchi di moda contraffatti o ultra economici, poiché spesso contengono sostanze chimiche dannose.

Si consiglia inoltre di lavare tutti i vestiti nuovi prima di indossarli, utilizzando detersivi senza profumo ed evitando lenzuola profumate per asciugatrice e ammorbidenti. Se un articolo appena acquistato ha un forte odore, è meglio restituirlo e optare per un'alternativa più sicura.

È fondamentale comprendere i potenziali rischi associati alle sostanze chimiche utilizzate nella produzione di abbigliamento e adottare misure per ridurre al minimo l'esposizione. Facendo scelte informate e richiedendo prodotti più sicuri, possiamo proteggere la nostra salute e il nostro benessere a lungo termine.