La comunità ultraortodossa in Israele chiede una maggiore rappresentanza politica, creando scalpore

22-06-2023
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La comunità ultraortodossa in Israele chiede una maggiore rappresentanza politica, creando scalpore
Uomini ebrei ultraortodossi studiano la Torah alla Ponevezh Yeshiva di Bnei Brak, in Israele.
Corinna Kern/laif/Redux
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Secondo l'economista israeliano Dan Ben-David, gli haredim israeliani, o la comunità ultraortodossa, rappresentano una "grave minaccia" per il paese a causa del loro numero in rapida crescita e della loro resistenza alla modernità. Gli Haredim, che comprendono 13. Il 5% della popolazione israeliana sta crescendo a un ritmo doppio rispetto a quello degli altri ebrei israeliani, nonostante un calo dei tassi di fertilità man mano che più donne Haredi entrano nel mondo del lavoro. Lo stile di vita insulare della comunità, incentrato sullo studio religioso e sulle famiglie numerose, ha portato a tensioni con gli israeliani più laici e ha spinto gli haredim a chiedere una maggiore rappresentanza politica.

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Due partiti ultraortodossi fanno parte della coalizione di governo del primo ministro Benjamin Netanyahu e recentemente hanno ottenuto aumenti significativi dei sussidi, il che ha suscitato un crescente risentimento da parte di altri israeliani. La crescente influenza degli haredim nel governo ha anche portato al progresso di politiche più conservatrici, tra cui la segregazione di genere nei luoghi pubblici e il ritiro delle protezioni per le persone LGBTQ. Gli haredim si stanno inoltre sempre più allineando con i nazionalisti intransigenti che sostengono l'annessione della Cisgiordania e le restrizioni ai diritti degli arabi israeliani.

La resistenza degli Haredim alla modernità si riflette nel loro stile di vita insulare, incentrato sullo studio religioso e sulle famiglie numerose. Gli uomini Haredi sono tradizionalmente esentati dal servizio militare, preferendo invece trascorrere le loro giornate studiando il Talmud. Yitzi e Avigayil Ackerman, ad esempio, vivono in un appartamento scarsamente arredato ed evitano la maggior parte delle forme di tecnologia moderna per paura di essere troppo materialisti. Per molti haredim, l'auto-segregazione non è fine a se stessa, ma un mezzo per rimanere concentrati su ciò che credono sia davvero importante: il loro amore per la Torah, Dio e la comunità.

Tuttavia, l'attenzione incentrata sulla comunità degli haredim ha portato a tensioni con la più ampia società israeliana, che è sempre più preoccupata di come il paese si sosterrà a lungo termine. L'avversione degli haredim al lavoro e alle famiglie numerose ha portato a un crescente risentimento da parte degli israeliani laici, stanchi di sovvenzionare una comunità che non contribuisce all'economia del paese. Gli haredim ribattono che per decenni la maggioranza laica israeliana si è accontentata che il governo sovvenzionasse generosamente stadi sportivi, musei e università in cui gli haredim non hanno mai messo piede, fornendo loro solo modeste pensioni di studio. Dicono anche che storicamente le loro scuole sono state sottofinanziate.

La tensione tra gli ultraortodossi e gli israeliani laici ha raggiunto un picco febbrile negli ultimi anni, a causa della crescente influenza degli haredim nel governo e delle loro richieste di una maggiore rappresentanza politica. Mentre gli haredim vedono il loro crescente potere politico come un modo per far valere i propri diritti, molti israeliani laici lo vedono come una minaccia al loro modo di vivere. La resistenza degli haredim alla modernità, combinata con il loro numero in rapida crescita, ha portato molti a chiedersi come Israele si definirà una democrazia ebraica negli anni a venire.