Un nuovo studio, di cui è coautore il famoso scienziato climatico statunitense James Hansen, rivela che la Terra si sta riscaldando a un ritmo molto più rapido di quanto previsto in precedenza. Questa scoperta allarmante suggerisce che una soglia cruciale del riscaldamento globale potrebbe essere superata entro questo decennio. Pubblicato sulla rivista Oxford Open Climate Change, lo studio combina dati paleoclimatici, modelli climatici e dati osservativi per sostenere che il pianeta è molto più sensibile ai cambiamenti climatici di quanto si pensasse in precedenza.
Il rapporto avverte che attualmente siamo nella fase iniziale di un'emergenza climatica. Si prevede che un’ondata di calore già in atto spingerà le temperature globali oltre le stime precedenti, superando 1. Obiettivo di 5 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali entro il 2020 e di superare i 2 gradi Celsius entro il 2050. Numerosi studi recenti hanno sostenuto l’idea che il mondo stia precipitando verso l’1. Soglia di 5 gradi, oltre la quale l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici come caldo estremo, siccità e inondazioni diventa significativamente più difficile.
Tuttavia, alcuni scienziati hanno espresso dubbi riguardo alle conclusioni dello studio. James Hansen, direttore dell’Earth Institute della Columbia University e influente scienziato del clima, ha già messo in guardia sullo squilibrio energetico della Terra. La sua ricerca, condotta dieci anni fa, ha rivelato che il calore in eccesso assorbito dall’oceano equivale a 400.000 bombe atomiche di Hiroshima ogni giorno. Il recente studio afferma che questo squilibrio energetico è ora aumentato, in parte a causa degli sforzi per combattere l’inquinamento atmosferico da particelle in Cina e l’inquinamento marittimo in tutto il mondo, che hanno entrambi un effetto rinfrescante riflettendo la luce solare lontano dalla Terra.
Il crescente squilibrio energetico è destinato a portare ad un riscaldamento globale accelerato, con conseguenze catastrofiche come il rapido innalzamento del livello del mare e il potenziale arresto delle correnti oceaniche vitali entro questo secolo. Hansen ha espresso particolare preoccupazione per lo scioglimento della calotta glaciale antartica, in particolare del ghiacciaio Thwaites, che svolge un ruolo cruciale nel prevenire un catastrofico innalzamento del livello del mare.
Lo studio propone diverse "azioni straordinarie" per combattere la crisi incombente. Raccomanda di implementare una tassa sull’inquinamento da carbonio, di espandere l’energia nucleare per integrare le fonti di energia rinnovabile e di sollecitare i paesi sviluppati a sostenere i paesi in via di sviluppo nella transizione verso un’energia a basse emissioni di carbonio. Sebbene ridurre drasticamente l’inquinamento che provoca il riscaldamento del pianeta sia considerata la massima priorità, il rapporto suggerisce che il raffreddamento del pianeta è necessario per mitigare l’innalzamento del livello del mare. Un potenziale metodo proposto è la geoingegneria solare, una tecnica controversa che prevede la riflessione della luce solare lontano dalla Terra o l’aumento della fuga di calore iniettando aerosol nell’atmosfera o spruzzando nuvole con particelle di sale.
I critici sostengono che la geoingegneria solare potrebbe avere conseguenze impreviste, influenzando i modelli delle precipitazioni e causando potenzialmente un improvviso rilascio del riscaldamento represso se l'intervento venisse interrotto bruscamente. Tuttavia, Hansen sostiene che, dati gli attuali livelli di riscaldamento globale causato dall’uomo a causa dell’uso di combustibili fossili, l’idea della geoingegneria dovrebbe essere considerata piuttosto che liquidata come una minaccia.
Sebbene i risultati dello studio siano preoccupanti, hanno anche suscitato polemiche all'interno della comunità scientifica. Michael Mann, uno dei principali scienziati del clima presso l’Università della Pennsylvania, sostiene che le prove non supportano le affermazioni di un riscaldamento accelerato oltre quanto previsto dai modelli climatici. Sottolinea che la verità della situazione è già abbastanza terribile. Mann contesta anche l’importanza della riduzione dell’inquinamento nell’influenzare le tendenze al riscaldamento e solleva preoccupazioni sulla natura senza precedenti e potenzialmente pericolosa della geoingegneria solare.
In risposta alle critiche, Hansen afferma che la ricerca si basa su numeri concreti e fisica di base. Esorta la comunità scientifica a riconoscere la realtà dei risultati, sottolineando che potrebbe volerci del tempo prima che la comunità ne comprenda appieno le implicazioni. Mentre il mondo continua a sperimentare un caldo da record, con ogni mese da giugno in poi che stabilisce nuovi record, l’urgenza di affrontare l’accelerazione della crisi climatica diventa sempre più evidente.


