Il primo ministro italiano Giorgia Meloni sta affrontando un enigma diplomatico mentre cerca di districare l'Italia dalle sue strette relazioni con la Cina. Meloni, che è salito al potere meno di un anno fa, è incline a ritirarsi da un accordo per aderire alla Belt and Road Initiative cinese, che ha finanziato 900 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali a livello globale. Questa decisione pone l'Italia e l'Unione Europea in una posizione delicata tra le due superpotenze.
La mossa arriva in un momento in cui le relazioni USA-Cina si stanno deteriorando e Pechino sta cercando di impedire all'Europa di seguire l'esempio di Washington, in particolare su misure come i controlli sulle esportazioni di tecnologie chiave. L'UE sta lottando per bilanciare il desiderio di impegnarsi con la Cina in materia di commercio e investimenti con la resistenza alla coercizione economica. Tuttavia, la posizione dell'Italia su Belt and Road sta iniziando ad attirare l'attenzione del governo degli Stati Uniti. Per Washington e le altre capitali è un segno della capacità della Meloni di trasformare in fatti la sua convinta retorica filo-USA.
L'Italia è l'unico paese del Gruppo dei Sette ad aver aderito al piano infrastrutturale, concordato nel 2019 sotto l'allora premier Giuseppe Conte. Non ha portato a un'integrazione più profonda tra Italia e Cina rispetto ad altre nazioni dell'UE, ma la posta in gioco per uscire è sia economica che diplomatica, con il rischio di ritorsioni cinesi.
Sia la Cina che Taiwan sono partner commerciali chiave con l'Italia, che è il terzo importatore di merci dalla Cina nell'UE e il quarto esportatore di merci verso il paese, che è un importante esportatore Taiwan ha pianificato di investire circa 400 milioni di dollari nell'industria italiana dei chip, secondo l'ufficio di rappresentanza di Taipei a Roma.
La coalizione di Meloni è divisa sulla questione, con il suo partito Fratelli d'Italia che è per lo più favorevole all'abbandono del patto e altri che spingono per mantenerlo. Meloni voleva avere un annuncio sulla posizione dell'Italia sulla Belt and Road entro il vertice del G-7 di maggio, ma scegliere un'opzione si sta rivelando più difficile del previsto. In un altro ritardo, Meloni deve ancora rispondere ufficialmente a un invito a Pechino del presidente cinese Xi Jinping, che era stato provvisoriamente programmato per maggio. Il viaggio è sospeso mentre l'Italia studia modi per non rinnovare l'accordo Belt and Road limitando l'impatto sui legami con la Cina.
Nel complesso, l'Italia è bloccata tra l'incudine e il martello, e cosa fare con il patto di cooperazione è un vero enigma diplomatico per Meloni. Rinnovare il patto manderebbe un messaggio molto difficile a Washington, ma non rinnovarlo metterebbe a dura prova i rapporti con la Cina. È fondamentale che l'Italia si coordini con gli Stati Uniti e gli altri alleati per reagire a una possibile risposta se il patto non viene rinnovato.


