La controversa legge sulla cittadinanza approvata in India prima delle elezioni

11-03-2024
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La controversa legge sulla cittadinanza approvata in India prima delle elezioni
Manifestanti che protestavano contro la legge di emendamento sulla cittadinanza a Calcutta nel 2019.
Dibyangshu Sarkar/AFP/Getty Images
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Con una mossa che ha suscitato critiche e sostegno, l'India ha implementato il Citizenship (Amendment) Act del 2019, garantendo diritti di cittadinanza accelerati agli immigrati provenienti dalle nazioni vicine, con la notevole eccezione di coloro che si identificano come musulmani. La legge, approvata originariamente più di quattro anni fa, è stata ufficialmente notificata attraverso la Gazette of India.

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I critici sostengono che la legge è discriminatoria in quanto dà priorità alla cittadinanza per individui di fedi specifiche in Pakistan, Bangladesh e Afghanistan che sono entrati in India prima del 2015, escludendo i musulmani, la più grande minoranza religiosa del paese. Il primo ministro Narendra Modi ha difeso la legge, contestando le accuse di prendere di mira i musulmani e ribadendo che mira ad assistere le minoranze perseguitate nei paesi vicini. Tuttavia, i tempi di attuazione della legge, appena prima delle elezioni nazionali, hanno sollevato sospetti sull'esistenza di motivazioni politiche.

L'entrata in vigore della legge sulla cittadinanza (modifica) avviene nel mezzo delle continue proteste e controversie riguardanti la proposta introduzione di un registro nazionale della popolazione. Questa iniziativa potrebbe richiedere a tutti i cittadini indiani di dimostrare la propria nazionalità, un processo che ha già causato preoccupazione e caos nello stato nord-orientale dell’Assam. In Assam, l'esercizio di verifica della cittadinanza ha portato all'esclusione di 1. 9 milioni di persone, rendendole apolidi a causa delle difficoltà nel fornire la documentazione adeguata.

Il ministro degli Interni Amit Shah è stato un convinto sostenitore della nuova legge, sottolineando l'impegno del governo a farla rispettare e ad affrontare l'immigrazione clandestina. Il partito al potere Bharatiya Janata Party (BJP) è stato relativamente tranquillo riguardo alla questione nel periodo precedente alle elezioni, dove il primo ministro Modi sta cercando un terzo mandato. I critici hanno lanciato allarme sulle potenziali implicazioni della legge e sulla sua interazione con il registro nazionale della popolazione, che alcuni temono potrebbe privare dei diritti civili milioni di indiani, in particolare musulmani.

L'attuazione della legge sulla cittadinanza ha dovuto affrontare notevoli contraccolpi, con segnalazioni di violenze e repressioni da parte della polizia nei confronti dei manifestanti durante le manifestazioni contro la legge nel 2019. Casi di detenzione, percosse e persino demolizioni di case in alcune regioni hanno sollevato preoccupazioni circa la repressione del dissenso e le violazioni dei diritti umani. La natura controversa della legge e le sue potenziali conseguenze per le minoranze religiose in India hanno acceso un acceso dibattito sui principi laici del Paese e sull’impegno per l’inclusività.

Mentre l'India è alle prese con le implicazioni della legge sulla cittadinanza (modifica) e il suo allineamento con il registro nazionale proposto, il paese si trova a un bivio per quanto riguarda le questioni di cittadinanza, identità e libertà religiosa. L'esito delle prossime elezioni e la risposta del governo alle critiche e alle proteste legate alla legge probabilmente influenzeranno il panorama sociale e politico dell'India negli anni a venire.