La Germania sospenderà ancora una volta il suo limite costituzionale sul nuovo indebitamento netto per il quarto anno consecutivo, a seguito di una recente sentenza della massima corte nazionale. Questa misura di emergenza, nota come “freno al debito”, sarà attuata come parte di un bilancio rivisto per il 2023 che sarà presentato dal ministro delle Finanze Christian Lindner la prossima settimana. La mossa arriva in risposta a una sentenza che obbliga il governo a contabilizzare retroattivamente circa 37 miliardi di euro (40 dollari). 3 miliardi) di nuovo debito fuori bilancio, stanziato per alleviare il peso degli alti prezzi dell’energia su famiglie e consumatori.
La decisione di sospendere il limite di prestito rappresenta un significativo passo indietro per Lindner, che aveva sostenuto il ripristino della disciplina fiscale in Germania. In precedenza il limite era stato revocato per tre anni a causa della pandemia e della crisi energetica. Tuttavia, data la sentenza del tribunale e la necessità di affrontare gli elevati costi energetici, Lindner si trova ora in una posizione compromessa.
Un portavoce del ministero Lindner ha confermato che il bilancio supplementare proporrà una situazione di emergenza straordinaria per il 2023. L'intenzione è quella di collocare i fondi stanziati per alleggerire i costi energetici su una base giuridica sicura, senza contrarre nuovi debiti. Si prevede che questa mossa porterà una certa stabilità, poiché l’incertezza riguardo agli obblighi di debito della Germania ha causato un calo dei rendimenti obbligazionari tedeschi.
La recente sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe ha sollevato preoccupazioni sul finanziamento dei fondi speciali del governo, mettendo in discussione centinaia di miliardi di euro. Questi fondi, separati dal normale bilancio federale, erano destinati a varie iniziative, tra cui la gestione dei costi energetici, l’ecologizzazione del settore manifatturiero e il sostegno all’industria delle energie rinnovabili. La capacità del governo di attuare questi piani è ora in discussione, portando al congelamento delle nuove autorizzazioni di spesa.
Il ritardo nel piano finanziario del prossimo anno, che avrebbe dovuto essere presentato al parlamento la prossima settimana, aggrava la sfida. Il governo non è solo alle prese con le potenziali ripercussioni legali della revisione dei fondi speciali, ma deve anche affrontare l’impatto più ampio e a lungo termine della sentenza della Corte. L’incertezza che circonda la situazione rende difficile pianificare i prossimi anni.
Di conseguenza, i leader politici chiedono una proroga della sospensione del freno all'indebitamento. Lars Klingbeil, co-leader del Partito socialdemocratico (SPD) del cancelliere Olaf Scholz, ritiene che sia politicamente giustificato sospendere il freno all'indebitamento per quest'anno e auspica un'ulteriore proroga nel 2023. Tra i motivi che hanno reso necessaria questa sospensione citano le conseguenze della pandemia, la crisi energetica, l’inflazione, la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente.
Le restrizioni sul freno al debito sono sancite dalla costituzione tedesca, ma possono essere temporaneamente accantonate in caso di disastri naturali o emergenze incontrollabili. In precedenza erano stati sospesi per tre anni a seguito della pandemia di Covid-19 e dell’aumento dei costi energetici causato dall’invasione russa dell’Ucraina. Secondo queste regole, l’indebitamento netto strutturale è limitato a 0. 35% del PIL, con flessibilità per ulteriori prestiti durante le recessioni economiche ma margine di manovra limitato durante le fasi di ripresa.
La decisione di sospendere le restrizioni sui prestiti riflette le sfide affrontate dalla Germania nel bilanciare la stabilità fiscale con la necessità di affrontare questioni critiche come gli elevati costi energetici. Questa mossa fornirà un po’ di respiro al governo per affrontare le complessità legali e pianificare il futuro. Tuttavia, solleva anche interrogativi sull’impatto a lungo termine sulla stabilità fiscale della Germania e sul potenziale di ulteriori sfide legali.


