Il Kenya garantisce l’accesso senza visto ai viaggiatori, a una condizione

09-01-2024
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Il Kenya garantisce l’accesso senza visto ai viaggiatori, a una condizione
Attrazioni come i giri in mongolfiera sulla Riserva Nazionale del Masai Mara rendono il Kenya una delle destinazioni turistiche più popolari dell'Africa.
Schafer & Hill/The Image Bank RF/Getty Images
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Con una sorprendente svolta degli eventi, i piani del Kenya di rendere più facile per i turisti viaggiare nel paese si sono rivelati controproducenti. Il governo aveva inizialmente annunciato che a partire dal 2024 i turisti non avrebbero più avuto bisogno del visto per entrare nel Paese. Tuttavia, dopo un esame più attento, si è scoperto che i visitatori ora sarebbero tenuti a pagare una tariffa di 34 dollari per l’autorizzazione elettronica al viaggio (ETA). Questa nuova politica ha suscitato indignazione tra i viaggiatori e ha il potenziale per avere un impatto significativo sul turismo in Kenya.

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Molte persone hanno espresso la loro frustrazione sui social media, sottolineando i disagi e i costi aggiuntivi associati al nuovo requisito ETA. In precedenza, i cittadini di alcuni paesi godevano dell’ingresso gratuito in Kenya, ma ora devono pagare una tassa amministrativa. Jones Ntaukira, un frequente viaggiatore d'affari del Malawi, ha espresso la sua sorpresa e delusione, osservando che le nuove regole aggiungono un ostacolo inutile ai suoi frequenti viaggi a Nairobi per riunioni. Il processo di candidatura online e l'attesa di tre giorni per l'approvazione sono considerati onerosi e dispendiosi in termini di tempo.

Un altro punto controverso è il cambiamento dei requisiti per i bambini. In precedenza, i bambini sotto i 16 anni provenienti da diversi paesi erano esentati dal pagamento del visto. Tuttavia, con il nuovo sistema ETA questa esenzione non è più applicabile. Ciò ha attirato le critiche dei viaggiatori, i quali sostengono che queste nuove regole rendono il processo di visto più complicato e costoso per le famiglie.

I critici della nuova politica mettono in dubbio il suo impatto sul turismo e ipotizzano se scoraggerà i potenziali visitatori. L'ente per il turismo del Kenya mira ad attirarne 5. 5 milioni di visitatori annuali nei prossimi quattro anni, ma l'introduzione dell'ETA potrebbe ostacolare questo obiettivo. Il complesso processo di richiesta e le tariffe ad esso associate potrebbero scoraggiare alcuni viaggiatori, portandoli a scegliere destinazioni alternative. Molti credono che la presunta liberalizzazione dei viaggi sia in realtà uno dei regimi di visto più duri in Africa.

Ci sono anche preoccupazioni che questo nuovo sistema possa avere ripercussioni sui viaggiatori kenioti. Se i paesi che attualmente offrono ai cittadini keniani un accesso illimitato per entrare imponessero termini reciproci, ciò potrebbe limitare le loro opzioni di viaggio. Il timore è che ciò possa creare ulteriori barriere per i keniani desiderosi di esplorare altri paesi.

Tuttavia, le autorità keniane difendono l'ETA come un passo avanti necessario per il Paese. Affermano che promuove viaggi equi e affidabili, affrontando al contempo i problemi di sicurezza. Il Ministero degli Interni ha dichiarato che il sistema ETA è stato progettato per allinearsi agli interessi strategici e ai requisiti di sicurezza del Kenya. Inoltre, i cittadini dei paesi del blocco regionale della Comunità dell’Africa orientale (EAC) sono attualmente esentati dall’ETA per i prossimi sei mesi. Tuttavia, si prevede che prima o poi anche loro dovranno richiedere l’ETA.

Nonostante la confusione e le reazioni negative che circondano la nuova politica sui visti, alcuni sperano che possa avere un impatto positivo a lungo termine. Muthuri Kinyamu, co-fondatore del tour operator keniano Turnup. Travel ritiene che l’intenzione alla base dei cambiamenti sia quella di rendere il Kenya una destinazione accessibile e aperta standardizzando le tariffe. Anche se gli effetti completi del sistema ETA restano da vedere, è chiaro che il tentativo del governo keniota di snellire i processi turistici ha colpito sia i viaggiatori che i professionisti del settore.