La Svizzera rinnova la regolamentazione per prevenire future crisi bancarie

04-04-2024
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La Svizzera rinnova la regolamentazione per prevenire future crisi bancarie
La Finma non è riuscita a impedire che Credit Suisse mettesse a repentaglio la reputazione di stabilità finanziaria conquistata a fatica dalla Svizzera.
Adrian Moser/Bloomberg
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La Svizzera è sulla buona strada per rinnovare la propria regolamentazione bancaria, determinata a evitare il ripetersi del collasso del Credit Suisse dello scorso anno. Si prevede che le prossime proposte legislative copriranno un'ampia gamma di aspetti di supervisione, dai requisiti patrimoniali e di liquidità ai controlli di governance, con UBS Group AG al centro della scena grazie al suo status di unica banca sistemica globale rimasta in Svizzera, ora più del doppio delle sue dimensioni. Uno degli obiettivi principali della riforma è il rafforzamento della Finma, l'organismo di vigilanza bancaria criticato per non essere riuscito a prevenire la cattiva gestione del Credit Suisse. Questa settimana segna l'inizio di un cambiamento significativo con la nomina di Stefan Walter, un esperto supervisore bancario europeo, come nuovo amministratore delegato della Finma.

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La nomina di Stefan Walter segnala un approccio progressista alla supervisione, avvalendosi della sua esperienza nel modellare il quadro di vigilanza della Banca Centrale Europea dopo la crisi del debito sovrano. Il suo track record include sfide alle banche sul comportamento di assunzione del rischio, una strategia che è stata recentemente dimostrata attraverso azioni contro importanti banche come Deutsche Bank e BNP Paribas. Questo cambiamento nello stile di vigilanza potrebbe segnare un allontanamento dall’approccio tradizionalmente consensuale della Svizzera alla regolamentazione, che in precedenza non aveva il potere di imporre sanzioni.

Le conseguenze del crollo di Credit Suisse, seguito dal suo salvataggio da parte di UBS, hanno provocato un cambiamento nel consenso verso il rafforzamento dei poteri di regolamentazione. Le autorità svizzere si stanno allineando sulla necessità di maggiori capacità di supervisione, e anche le banche segnalano sostegno all’agenda di riforma. Il regime proposto per i dirigenti senior mira a ritenere gli individui direttamente responsabili delle loro decisioni, una mossa intesa a spostare la cultura del rischio all’interno delle banche svizzere. Questo cambiamento è evidenziato da incidenti come la sostanziale esposizione di Julius Baer a un singolo cliente che ha provocato perdite significative e dimissioni dei dirigenti.

Oltre al regime dei dirigenti senior, si sostiene un controllo più rigoroso sui bonus, attualmente guidato solo dalla Finma. L’obiettivo è sancire per legge l’influenza della Finma sui bonus pool bancari, garantendo un approccio più responsabile alla remunerazione all’interno del settore. Si prevede che UBS, essendo il più grande gestore patrimoniale privato a livello globale, dovrà affrontare un controllo più intenso, con maggiori requisiti di capitale e liquidità già in vigore a causa delle sue dimensioni. Tuttavia, stanno emergendo dibattiti sull’adeguatezza di questi requisiti, con richieste di revisione per garantire che siano in linea con l’importanza sistemica della banca.

La potenziale aggiunta di regole nazionali più rigorose in materia di capitale e liquidità, oltre agli standard globali post-crisi del 2008, potrebbe riportare il controverso approccio "Swiss Finish". Sebbene il recente aumento dei tassi di interesse possa aver mascherato le vulnerabilità sottostanti del sistema finanziario svizzero, gli insegnamenti tratti dalla crisi del Credit Suisse stanno dando forma a un panorama normativo più solido. In mezzo a questi cambiamenti, gli esperti suggeriscono che il sistema normativo svizzero potrebbe non subire trasformazioni fondamentali ma piuttosto mirare a rafforzare la supervisione sulla base delle esperienze acquisite.