Il Pentagono ha pubblicato il suo rapporto annuale sulle capacità militari della Cina, rivelando che la Cina possiede oltre 500 testate nucleari operative, superando le stime precedenti. Il rapporto suggerisce inoltre che la Cina potrebbe esplorare lo sviluppo di missili a lungo raggio armati convenzionalmente in grado di raggiungere gli Stati Uniti. La continua modernizzazione delle sue forze armate da parte della Cina le ha consentito di proiettare la sua potenza attraverso il Pacifico e di migliorare le sue capacità in vari settori della guerra, tra cui terra, aria, mare, nucleare, cyber e spazio.
Di particolare preoccupazione è la costruzione da parte della Cina di tre nuovi campi di silos di missili balistici a lungo raggio, che forniscono ulteriori opzioni per il dispiegamento di testate nucleari da diverse piattaforme. Un alto funzionario della difesa ha espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza della Cina riguardo al suo rafforzamento nucleare e ha esortato la Cina a impegnarsi nel dialogo sulla stabilità strategica e sulla riduzione del rischio.
Il rapporto rivela inoltre che la Cina sta utilizzando reattori avanzati e impianti di trattamento per produrre plutonio per il suo programma di armi nucleari, contraddicendo le sue pubbliche affermazioni secondo cui queste tecnologie sono esclusivamente per scopi pacifici. Questi risultati sottolineano la complessità dell’espansione militare cinese e la necessità di una maggiore trasparenza.
Le capacità militari della Cina sono state identificate come la "sfida del ritmo" nella strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti, posizionando la Cina come un concorrente significativo degli Stati Uniti in termini di forza militare, potere economico e influenza globale. La Cina vanta attualmente la marina più grande del mondo, con il maggior numero di navi, nonché la più grande forza aerea della regione. La sua abilità militare consente alla Cina di affermare rivendicazioni di sovranità nel Mar Cinese Meridionale e nelle aree circostanti, inclusa Taiwan.
Le azioni aggressive dell'esercito cinese nei confronti di Taiwan si sono intensificate nell'ultimo anno. Queste azioni includono sorvoli di missili balistici, incursioni nello spazio aereo di Taiwan ed esercitazioni militari su larga scala vicino all’isola. Nonostante l’affermazione del presidente cinese Xi Jinping di cercare un’unificazione pacifica con Taiwan, non ha escluso l’uso della forza militare per raggiungere questo obiettivo.
L'aggressione della Cina non si limita a Taiwan o ai suoi immediati vicini. Negli ultimi anni i piloti militari cinesi hanno adottato un comportamento “coercitivo e rischioso” nei confronti degli aerei statunitensi nel Mar Cinese Orientale e Meridionale. Questi incidenti ammontano a oltre 180, con aerei cinesi che volavano pericolosamente vicino ad aerei militari statunitensi nel tentativo di influenzare le attività operative statunitensi.
I funzionari della difesa statunitensi sono frustrati dalla riluttanza della Cina a impegnarsi in canali militari di alto livello. Tuttavia, ci sono state alcune interazioni a livello lavorativo, come ad esempio un briefing sulla sintesi non classificata della strategia informatica statunitense per l’addetto alla difesa cinese dell’EPL. Inoltre, alle Fiji ha avuto luogo un incontro tra l'ammiraglio Aquilino, comandante dell'INDOPACOM, e un vice capo del dipartimento di stato maggiore congiunto del PLA. Gli Stati Uniti sottolineano l’importanza di mantenere linee di comunicazione aperte e coerenti a tutti i livelli, compresi i livelli più alti della leadership.
Il rapporto del Pentagono fa luce sull'espansione delle capacità missilistiche a lungo raggio e dell'arsenale nucleare della Cina, ponendo notevoli preoccupazioni agli Stati Uniti e ai suoi alleati. Evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza, dialogo e misure di riduzione del rischio per garantire la stabilità nella regione.


