Con una mossa coraggiosa per rafforzare le proprie entrate di bilancio, la Croazia si sta preparando a introdurre una nuova tassa sulle seconde case, in particolare mirata agli affitti per le vacanze sparsi lungo l'incontaminata costa adriatica. L’iniziativa del governo mira ad affrontare una serie di questioni, tra cui il contenimento delle attività di affitti per le vacanze a breve termine, l’alleviamento della carenza di alloggi e il rilancio del mercato immobiliare residenziale stagnante nel paese.
Durante una recente conferenza stampa a Zagabria, il ministro delle Finanze Marko Primorac ha presentato il piano, sottolineando i molteplici vantaggi che mira a portare. Imponendo tasse su oltre 800.000 seconde e terze case, il governo prevede un significativo stimolo finanziario. Tuttavia, le cifre esatte rimangono incerte, con Primorac che riconosce la complessità della previsione di tali risultati.
La proposta di legislazione fiscale, la cui potenziale entrata in vigore è prevista per il 2025 in attesa dell'approvazione dei legislatori, introduce un'aliquota fiscale compresa tra 0. Da 6 a 8 euro al metro quadro per gli immobili applicabili. Le proprietà libere o utilizzate per affitti a breve termine alla scadenza designata del 31 marzo del prossimo anno saranno soggette a questa imposta.
Per attenuare l'impatto, il disegno di legge prevede esenzioni per le residenze primarie e le proprietà con contratti di locazione a lungo termine di almeno dieci mesi all'anno. Questo approccio strategico mira a ridurre la prevalenza degli affitti a breve termine che hanno proliferato negli ultimi anni. In particolare, i precedenti tentativi di implementare un’imposta sulla proprietà hanno incontrato una forte opposizione da parte del pubblico, rendendoli infruttuosi.
Il panorama immobiliare della Croazia rivela una statistica sconcertante, con quasi una famiglia su quattro che possiede una seconda casa e alcune che ne possiedono una terza. Il censimento del 2021 ha evidenziato circa 231.000 proprietà per le vacanze e altre 600.000 unità residenziali rimaste sfitte o utilizzate per affitti a breve termine.
Alla luce delle pressioni esterne, come quelle del Fondo monetario internazionale, che sollecitano la Croazia a diversificare le sue fonti di entrate, il governo sta portando avanti questa riforma. Inoltre, a titolo di concessione, sono all’orizzonte piani per ridurre le imposte sul reddito nel prossimo futuro, con l’obiettivo di attenuare qualsiasi potenziale reazione negativa derivante dall’introduzione dell’imposta sulla proprietà.
Nonostante i potenziali benefici, l'implementazione di un'imposta sulla proprietà in Croazia è stata storicamente considerata un'impresa politicamente pericolosa, irta di resistenze. Gli analisti prevedono significative resistenze da varie parti, sottolineando la sfida duratura di affrontare questo terreno controverso.
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