La Corte Suprema israeliana annulla la legge di Netanyahu sul controllo giudiziario

01-01-2024
PixelVortex
La Corte Suprema israeliana annulla la legge di Netanyahu sul controllo giudiziario
Benjamin Netanyahu
Maya Alleruzzo/AFP
Facebook Twitter

Infliggendo un duro colpo alla coalizione di destra del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la Corte Suprema israeliana ha annullato una legge altamente controversa volta a diminuire l'autorità della Corte. La legge, approvata dal Parlamento a luglio, cercava di impedire ai giudici di annullare le decisioni del governo ritenute “irragionevoli”. "Tuttavia, con una sentenza storica, la Corte ha votato 8 contro 7 per invalidare la legge, affermando l'importanza della democrazia e della separazione dei poteri.

Ad
  • Performance-Driven Digital Marketing
  • Google Ads Campaigns
  • SEO Optimization
  • Website Design & Development
  • Social Media Management
Boost Your Business

Il Movimento liberale per un governo di qualità in Israele ha salutato la sentenza come una "straordinaria vittoria pubblica per coloro che cercano la democrazia. " Hanno affermato di aver inviato un messaggio sonoro al governo e ai ministri che intendono esentarsi dallo stato di diritto, riaffermando l'esistenza di un sistema democratico e il principio fondamentale della separazione dei poteri.

La divisione evidente nel voto fortemente contestato riflette le profonde divisioni all'interno della società israeliana riguardo all'autorità della Corte Suprema. La Corte ha sottolineato che la legge ha causato “un danno grave e senza precedenti alle caratteristiche fondamentali di Israele come Stato democratico. "Di conseguenza, la decisione avrà effetto immediato. Otto giudici hanno votato a favore dell'annullamento della legge, mentre sette hanno votato a favore.

La legge è stata introdotta come emendamento alla Legge fondamentale, segnando il primo passo di una serie di modifiche giuridiche promesse dal governo quando è entrato in carica alla fine del 2022. Questa revisione populista ha diviso nettamente la nazione, creando disordini sociali e attirando critiche, anche da parte della Casa Bianca. Manifestazioni sia a favore che contro i cambiamenti proposti hanno mobilitato centinaia di migliaia di persone in tutto il Paese.

Sebbene l'attenzione si sia spostata sulle minacce esterne nel contesto del conflitto armato in corso con Hamas, persistono profonde divisioni interne. I critici sostengono che l'uso da parte della Corte dello standard di "ragionevolezza" fornisce i controlli necessari contro il clientelismo, salvaguarda i diritti umani e promuove un processo decisionale razionale. Sebbene la Corte disponga di altri strumenti, questo standard è considerato il più potente.

La sentenza di revoca della legge è significativa in quanto ostacola il tentativo del governo di effettuare una revisione giudiziaria e garantisce che le decisioni siano prese nell'interesse pubblico piuttosto che per il guadagno personale. Inoltre, la Corte ha affermato la propria autorità di intraprendere un controllo giurisdizionale sulle Leggi Fondamentali e di intervenire quando il Parlamento eccede la sua autorità costituzionale, con 12 giudici a favore e 15 contrari.

In risposta alla sentenza, il partito Likud di Netanyahu ha criticato la Corte, sostenendo che essa minaccia l'unità nazionale, soprattutto in tempo di guerra. Il partito ha definito la decisione contraria alla volontà popolare. Il conflitto in corso con Hamas fa da sfondo a queste sentenze, evidenziando le tensioni esistenti nella società israeliana riguardo all'identità ebraica della nazione e ai suoi obblighi nei confronti dei non ebrei. La leadership politica ha assunto una posizione più religiosa e nazionalistica, mentre l'establishment giuridico è rimasto più liberale, portando a disaccordi sulla tutela dei diritti umani e delle minoranze da parte della Corte.

Israele non dispone di una costituzione scritta e di leggi che definiscano specificamente il controllo giurisdizionale. Si basa invece su una serie di “leggi fondamentali”, che la Corte Suprema ha sempre più utilizzato per determinare la costituzionalità negli ultimi tre decenni. La sentenza della Corte sottolinea l'esistenza di principi non scritti e valori democratici fondamentali che pongono limiti ai poteri del Parlamento.

Secondo Barak Medina, professore di diritto all'Università Ebraica, la decisione significa che la Corte riconosce la presenza di principi democratici fondamentali che limitano i poteri parlamentari.