AstraZeneca sfida il tentativo di Biden di limitare i prezzi dei farmaci.

25-08-2023
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AstraZeneca sfida il tentativo di Biden di limitare i prezzi dei farmaci.
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AstraZeneca, una delle principali aziende farmaceutiche con sede nel Regno Unito, ha intentato una causa contro gli Stati Uniti per una legislazione che consentirebbe al governo di negoziare i prezzi dei farmaci soggetti a prescrizione. La società sostiene che queste nuove leggi, note come Inflation Reduction Act (IRA), la stanno già costringendo a ridurre gli investimenti nelle malattie rare e nel cancro. AstraZeneca, che genera il 40% delle sue entrate dal mercato statunitense, è il più grande produttore farmaceutico non statunitense ad intraprendere azioni legali contro queste misure.

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Dave Fredrickson, vicepresidente esecutivo di oncologia di AstraZeneca, ha sottolineato che l'IRA avrebbe conseguenze indesiderate per i pazienti affetti da malattie rare e cancro negli Stati Uniti. Ha affermato che l'azienda sta già riducendo gli investimenti nei farmaci a piccole molecole, come le pillole, a causa della futura legislazione. Fredrickson ha sottolineato che questa rivendicazione legale non mira a preservare i profitti del settore, ma a difendere gli americani affetti da malattie rare e tumori, poiché teme che l'attuazione dell'IRA possa mettere a repentaglio i progressi compiuti nel trattamento di queste condizioni.

L'IRA è stata introdotta come risposta alla pressione pubblica sui prezzi elevati dei farmaci e mira a consentire al governo degli Stati Uniti di negoziare i prezzi dei farmaci per conto dei pazienti Medicare, che in genere sono americani anziani o disabili. Si prevede che questo cambiamento farà risparmiare a Medicare quasi 100 miliardi di dollari entro il 2031. Tuttavia, le aziende farmaceutiche hanno avvertito che ciò avrà un impatto sui loro profitti e ostacolerà la loro capacità di investire nella ricerca di nuove terapie.

Studi hanno dimostrato che i consumatori negli Stati Uniti pagano di più per i farmaci soggetti a prescrizione rispetto ad altri paesi, inclusa l'Europa, dove sono già in atto trattative sui prezzi tra aziende farmaceutiche e sistemi sanitari. Il mercato statunitense è il più redditizio per molte aziende farmaceutiche, il che rende il potenziale impatto dell’IRA ancora più significativo.

Oltre ad AstraZeneca, altre importanti aziende farmaceutiche, come Johnson & Johnson, Merck & Co. e Boehringer Ingelheim GmbH, hanno anche avviato azioni legali contro il nuovo sistema statunitense. Merck sostiene che la misura "equivale ad un'estorsione", mentre Boehringer sostiene che l'IRA viola la Costituzione degli Stati Uniti concedendo un potere eccessivo ai regolatori federali nel dettare i prezzi dei farmaci.

AstraZeneca sostiene specificamente che l'IRA ostacolerà la ricerca sulle malattie rare, citando l'esempio dei farmaci antitumorali negli Stati Uniti che spesso vengono lanciati per un piccolo gruppo di pazienti con bisogni insoddisfatti, noti come indicazioni orfane. L’azienda sostiene che, con le nuove normative, avrebbero meno tempo per vendere esclusivamente questi farmaci. AstraZeneca avverte che potrebbe non aver ottenuto l’approvazione per il suo farmaco, Lynparza, per il trattamento del cancro ovarico in stadio avanzato negli Stati Uniti se l’IRA fosse stata in vigore in quel momento.

Il Dipartimento americano della salute e dei servizi umani, responsabile della supervisione del programma Medicare, dovrebbe pubblicare un elenco dei primi dieci farmaci da negoziare la prossima settimana, con i nuovi prezzi che entreranno in vigore nel 2026. Non è chiaro quali farmaci saranno inclusi in questo elenco. La sfida legale di AstraZeneca sottolinea le preoccupazioni dell'industria farmaceutica riguardo all'impatto dell'IRA sulla ricerca e sulla disponibilità di trattamenti per malattie rare e tumori.